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Costanza Stocola: talento, resilienza e cuore pugliese

Dalle prime esibizioni nelle parrocchie italiane ai grandi palcoscenici. Oggi è una performer montrealese che canta tutti i generi in sette lingue

 

MONTRÉAL – Chiamata a volte anche Cossy Tanza, Cassy, Cos-Tanza, Cossy Cee…cantante, intrattenitrice e anima di numerosi progetti musicali, la performer di Montréal Costanza Stocola porta sul palco una storia di talento, passione, radici italiane e una straordinaria voglia di lottare. I suoi genitori arrivarono dalla Puglia negli anni ’60, da San Nicandro Garganico (Foggia), portando sogni, sacrifici e creando una famiglia che non ha mai dimenticato le proprie origini. Costanza si definisce senza esitazione “italiana e québécoise” e continua a coltivare con orgoglio questo doppio patrimonio culturale.

 

Nata e cresciuta a Saint-Léonard, Costanza si è esibita per la prima volta a soli otto anni. Ma tutto era già nell’aria di casa: “Io sono nata nella musica! Mio nonno materno, grande uomo che era stato in guerra, aveva perso una mano ed era cieco, era cantante d’opera… i miei fratelli Antonio (Tony) e Pietro (Peter) suonavano già chitarra e batteria e mio padre ha costruito per noi uno studio di registrazione nel garage, quando io avevo appena dieci anni. Papà mi ha fatto studiare canto per 8 anni, mi metteva su una sedia e mi faceva cantare davanti a tutti. I miei genitori sono sempre stati di grande supporto, molto incoraggianti. La prima lingua in cui ho iniziato a cantare è stata proprio l’italiano, da piccola, nelle parrocchie. Poi ho studiato anche pianoforte per 9 anni al conservatorio della McGill”, ci racconta Costanza. Negli anni ’90, quando era appena adolescente, il suo singolo Don’t You Want My Love è stato trasmesso dalle radio di tutto il mondo. Ha pubblicato altri brani dance di successo, tra cui Slave to the Rhythm e Falling, che le è valso una collaborazione con il grande compositore quebecchese Jean-Pierre Isaac per Scripture: No Word Needed.

 

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Costanza vanta una versatilità fuori dal comune: interpreta un’ampia gamma di stili musicali, dalle hit commerciali al latino, al pop, al rock e ai classici italiani; canta in italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo ed ebraico.

 

Una passione, quella per le lingue, cresciuta anche grazie agli anni trascorsi nei café montrealesi, dove le serate latine del giovedì avevano un pubblico della Comunità libanese: “Mi chiedevano sempre perché non cantassi in arabo. Così ho iniziato a farlo. Volevo lavorare di musica a tempo pieno, quindi ho cercato di farlo in più modi possibili”.

 

Oggi performa salsa, merengue, bachata con la Groovetown Latin Band, nata circa vent’anni fa, e pop, jazz, rock, hit classiche con la CosMa Show Band, creata con Marco Vani una decina di anni fa, portando la sua energia in casinò, festival, eventi aziendali, matrimoni e feste in Québec e Ontario. “Mi sento viva quando sono sul palco, sono nata per questo. Sono generalmente introversa, ma quando mi esibisco live sono un’altra persona”.

 

Dietro quel sorriso acceso c’è una donna che ha dovuto affrontare prove durissime. “Ho avuto diversi attacchi ischemici transitori (TIA), come mini-ictus, blocchi temporanei del flusso sanguigno al cervello. Con il più grave, a 40 anni, ho perso l’udito e la voce e ho dovuto fare riabilitazione. Poi, nel giugno 2025, per lo sforzo, ho avuto un’emorragia alle corde vocali che mi ha di nuovo costretta al silenzio e alla riabilitazione. La mia estensione vocale non è più la stessa, ci sto ancora lavorando”.

 

Costanza di nome e di fatto, oggi è più determinata che mai: “Ho capito veramente che la vita è adesso. Sto pensando a tutti i progetti che mettevo in standby, perché non si sa mai cosa succederà”. Sempre forte, poi, il suo rapporto con la Puglia e con la Comunità italiana. Quando il paese pugliese dei suoi è diventato un comune, il Sindaco le ha chiesto di andare a cantare davanti a 50 mila persone. Negli anni si è esibita diverse volte alla Semaine Italienne de Montréal e, ovviamente, anche quest’anno, all’ItalfestMTL 2026, l’abbiamo ascoltata sui palcoscenici di Petite Italie, Fleury Ouest, Promenade Fleury e al Centro Leonardo Da Vinci per il cabaret-musical di chiusura del festival, La Strada Dei Sogni.

 

In bocca al lupo per il futuro a questa stella di dolcezza e resilienza.

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