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Corte europea diritti: nessuna iniquità della Cassazione sul processo a Silvio Berlusconi

Roma, 22 ott. (askanews) – La Corte di Cassazione non ha manifestato mancanza di imparzialità nel procedimento che ha portato alla condanna di Silvio Berlusconi per un meccanismo di evasione fiscale attuato tramite Mediaset sull’acquisto di diritti tv. Lo afferma la Corte europea per i Diritti dell’Uomo in una sentenza emessa oggi dalla Sezione (Chamber) della Corte.

“I giudici – si legge sul sito della Corte di Strasburgo – hanno stabilito, all’unanimità, che non vi è stata alcuna violazione dell’articolo 6 (diritto a un equo processo) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, con riferimento alla doglianza secondo cui la Corte di cassazione avrebbe difettato di imparzialità. Il caso Berlusconi contro Italia (ricorso n. 8683/14) riguardava la doglianza di Silvio Berlusconi in merito alla presunta iniquità della sua condanna penale per un meccanismo di evasione fiscale attuato tramite Mediaset S.p.A. e altre società del medesimo gruppo, in relazione all’acquisto di diritti televisivi”.

“La Corte – spiega ancora la Cedu – ha rilevato che il sig. Berlusconi non ha dimostrato che il collegio della Corte di cassazione che si è occupato del suo caso, e in particolare il presidente della sezione a cui la causa era stata assegnata, mancasse di imparzialità”. “La Corte ha dichiarato le altre doglianze del sig. Berlusconi irricevibili, in quanto manifestamente infondate o presentate fuori termine”, aggiunge la Corte di Strasburgo.

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