Roma, 17 dic. (askanews) – “Marassi” degli Ex-Otago è un album generazionale, straordinariamente specifico e incredibilmente universale, che nel 2026 compie dieci anni ma che è più vivo e attuale che mai. Un disco che ha cambiato la vita e consacrato la carriera della band genovese, tra le capostipiti dellindie italiano.
Per festeggiarne il decennale, gli Ex-Otago riportano “Marassi” live nei piccoli club, dove tutto è iniziato, con un tour che parte dalla loro Genova il 13 gennaio al Crazy Bull per poi proseguire il 14 a Torino al Cap 10100, il 15 a Milano allArci Bellezza, il 16 a Bologna al Covo Club, il 21 a Pistoia a H2NO, il 22 a Roma allAlcazar, il 23 a Salerno al DSSZ Club e il 24 a Conversano (BA) alla Casa delle Arti.
Un ritorno alla musica dal vivo proprio in quei luoghi in cui Marassi è nato e cresciuto, concerto dopo concerto, fino a raggiungere migliaia di persone e di cuori diventando protagonista assoluto di quel momento musicale che ha visto lindie italiano diventare pop, raggiungere i grandi palcoscenici, le classifiche e i grandi numeri.
“Se è vero che i palazzetti, gli stadi e i mega eventi in generale sono importanti, è altrettanto vero che anche i piccoli club lo sono. Per alcuni aspetti pure di più, perché un club è portatore di un’idea di musica, di suono di società forse”, spiega la band. “Questo concept tour per noi è anche un’occasione per ribadire quanto la musica italiana debba essere riconoscente a questi posti, che hanno ospitato migliaia di artisti che spesso e volentieri hanno cambiato la storia della musica italiana. E noi ci teniamo a far passare la nostra storia, ancora una volta, nei piccoli club”, sottolineano.
Nonostante infatti siano trascorsi dieci anni intensi, siano stati vissuti centinaia di live e di esperienze, di pause e di avventure, di cambiamenti e crescita, oggi come allora gli Ex-Otago continuano a portare avanti una precisa idea di musica. Una musica indipendente, autentica e umana, che nasce dalla loro vita e fluisce poi verso quella degli altri grazie a quella preziosa e inspiegabile magia che è il suonarla, cantarla, sbagliarla dal vivo. Quella magia unica che i club hanno coltivato e continuano a coltivare, fatta di sudore ed empatia, di furgoni e di stanze dalbergo, di ritornelli urlati a squarciagola e di mani al cielo.
Dopo il mini tour invernale, gli Otaghi poi tornano a casa ad abbracciare la città che gli ha dato tutto e da cui tutto è partito: il 16 luglio 2026 lArena del Mare di Genova diventa il cuore pulsante di una grande festa dedicata a Marassi. Una celebrazione collettiva, un viaggio dentro la memoria e lenergia di un disco che ha cambiato la traiettoria del pop italiano.
Marassi è nato dal desiderio profondo di non fare un metro avanti, di rimanere lì, esattamente nel quartiere dove eravamo nati, dove avevamo la saletta, dove erano nati questi pezzi, per celebrare l’assoluta e detonate normalità. Raccontano gli Ex-Otago. Porre luce, per la prima volta, su una zona di Genova (e di un linguaggio forse) a cui nessuno prima aveva osato avvicinarsi. Il quartiere di Marassi: una zona popolare, famosa per il carcere e lo stadio. Da una parte si marcisce in galera, dall’altra si gioca, si rincorrono palloni e si guadagnano un mare di soldi. Dopo i vicoli, il porto e le campagne di De Andrè, Conte e Lauzi, noi abbiamo cercato di glorificare (in qualche caso demolire anche) il nostro quartiere, simbolo della periferia genovese, emblema di tutte le periferie possibili.
Marassi è un disco politico, sociale, rivoltoso ma anche estremamente leggero. Un album capace di non prendersi mai troppo sul serio ma che parla chiaro, in totale libertà. Un disco sincero a opera di una band che non ha mai tradito la propria essenza, prendendo piuttosto coscienza della propria evoluzione (Rockol), che si rinnova senza forzare né edulcorare il suo cambio di rotta (Sentireascoltare), in cui ci si ritrova allinterno di un romanzo di formazione in cui la coscienza di sé è stata ottenuta col moto verso il mondo esterno e con il confronto con questultimo (Rockit).
Un album che ha segnato in modo determinante il panorama indie italiano, le cui canzoni – da I giovani doggi a Quando sono con te, da Cinghiali incazzati a La nostra pelle – sono diventate colonna sonora di una generazione e sono ancora fortemente attuali.
Perché in dieci anni è cambiato tutto ma non è cambiato niente. I giovani doggi ancora non valgono un cazzo, la gente lavora per niente, spara e s’ammazza, inganna e devasta non molto lontano da noi. E al tempo stesso, ancora vogliamo restare a galla sotto il cielo di Camogli, ci vogliamo lasciare accarezzare e invadere da un frastuono o una musica.
E soprattutto, ancora ci vuole molto coraggio ad avere coraggio. Ad esempio, il coraggio di fermarsi e tornare lì dove si era partiti, con la gratitudine verso chi e ciò che ci ha reso ciò che siamo. Di recuperare lessenza e lessenziale. Con la certezza che le cose vere, le cose vive, non si spengono mai.
BIO
Gli Ex-Otago si formano a Genova nel 2002 come trio acustico e sono tra le prime band a esplorare il suono indie pop doltreoceano e a sposarlo alla canzone italiana. Per i primi cinque minuti di vita si sono chiamati Otago, omaggio al nome di una squadra di rugby neozelandese che vinse il campionato contro ogni pronostico, ma poi il nome non li convinceva più, quindi si sono dovuti sciogliere e riformare giustappunto – come Ex-Otago. Da quel momento sono passati oltre ventanni: anni in cui la band ha attraversato cambi di formazione e si è confrontata con un pubblico sempre più ampio, continuando a evolversi pur restando fedele a un linguaggio personale e riconoscibile. Dopo lesordio con The Chestnuts Times (2002), seguito da Tanti saluti (2007), con Mezze Stagioni (2011) è arrivata la consacrazione come nome cult della scena underground. Dopo essere stati In capo al mondo (2014), la band torna letteralmente a casa con Marassi (2016). Prodotto da Matteo Cantaluppi, lalbum raccoglie gli entusiasmi di pubblico e critica (è certificato disco d’oro, con Quando sono con te singolo di platino e La nostra pelle singolo d’oro) e li conferma come uno dei capisaldi del mondo indie italiano, come li ha definiti Rolling Stone. Il disco è stato poi ripubblicato lanno successivo in una versione Deluxe con il coinvolgimento di vari artisti tra cui rapper come Jake La Furia, Caparezza e Willie Peyote, anticipando la commistione tra itpop e rap che ha dominato le classifiche negli ultimi anni. Dopo un lungo tour, che tra le varie tappe li ha portati anche a condividere il palco con i Radiohead, nel 2019 la band partecipa al festival di Sanremo con Solo una canzone (certificata singolo d’oro), a cui fa seguito la pubblicazione del sesto album in studio, Corochinato!. Dopo un periodo di pausa, nel 2023 hanno pubblicato lalbum Auguri e sono tornati ad attraversare il Paese con il loro canzoniere fatto ormai interamente di classici del pop dautore.
