Approvati gli emendamenti presentati dal Partito Democratico, Azione e MAIE-Lega-Noi Moderati
ROMA – Buone notizie per le famiglie italiane residenti fuori dai confini nazionali: il termine per registrare i figli minorenni nati all’estero da genitori italiani che non hanno vissuto in Italia è stato prorogato al 31 maggio 2029.La novità è arrivata la settimana scorsa in Commissione Affari Costituzionali e Bilancio della Camera dei Deputati durante l’esame del Decreto Milleproroghe (la legge annuale che stabilisce la proroga di termini per provvedimenti amministrativi), dove sono stati approvati tre emendamenti presentati da forze politiche diverse e poi confluiti in un unico testo riformulato dal governo. Nel dettaglio, gli emendamenti erano: 1.98 (Partito Democratico), firmato da Porta, Tony Ricciardi, Carè e Di Sanzo; 1.123 (Azione), firmato da Onori, Pastorella e Bonetti; 1.124 (MAIE, Lega e Noi Moderati), firmato da Lupi, Romano, Tirelli e Billi. In origine, la nuova legge sulla cittadinanza (Legge 74/25) aveva fissato al 31 maggio 2026 la scadenza per registrare i figli minori di cittadini italiani nati all’estero prima dell’entrata in vigore della norma. Senza registrazione entro quel termine, i figli avrebbero perso definitivamente il diritto alla cittadinanza italiana.

Una scadenza giudicata troppo ravvicinata, che aveva generato forte preoccupazione nelle comunità italiane nel mondo. Per questo motivo, i tre gruppi parlamentari hanno presentato diverse proposte di proroga, con tempistiche differenti. Il governo ha deciso di recepire tutti e tre gli emendamenti, riformulandoli in un unico testo condiviso che estende la deadline al 31 maggio 2029. Più nello specifico, la data finale del 2029 è quella proposta dall’emendamento MAIE–Noi Moderati–Lega, ma il testo governativo accoglie anche le istanze contenute nelle proposte di Azione e Partito Democratico. Si è trattato di una trattativa in Commissione secondo una procedura parlamentare ordinaria: i tre emendamenti non sono stati bocciati, ma sono confluiti in una riformulazione unitaria sostenuta dall’esecutivo. La proroga era considerata necessaria anche per ragioni pratiche. La registrazione dei minori comporta infatti la raccolta di numerosi documenti, tra cui il certificato storico di cittadinanza, che molti comuni italiani faticano a rilasciare in tempi brevi. A questo si aggiunge la cronica carenza di appuntamenti presso i Consolati, già sovraccarichi per le pratiche di passaporti e visti. La combinazione di questi fattori aveva creato una vera corsa contro il tempo, con famiglie preoccupate di perdere un diritto fondamentale per i propri figli. Con l’estensione al 2029 si offre ora un margine più realistico per completare le procedure con maggiore serenità. Dopo l’approvazione in Commissione alla Camera, il provvedimento dovrà essere votato dall’Aula di Montecitorio e successivamente dal Senato. L’iter dovrebbe concludersi nelle prossime settimane. Una volta completato il percorso parlamentare, i Consolati potranno aggiornare i propri siti con la nuova scadenza, dando finalmente respiro alle Comunità italiane all’estero e garantendo una tutela più efficace dei diritti dei minori.
(V.G.)





