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Cinque buone ragioni per stipulare un’assicurazione sulla vita

Nessuno ama parlarne, ma pianificare il futuro significa proteggere chi resterà quando noi non ci saremo più. In Canada, gestire bene le proprie finanze è quasi una regola: si risparmia per la pensione, si versano contributi in un fondo RRSP (REER), si costruisce un fondo d’emergenza e si saldano regolarmente le carte di credito. Passi importanti, ma che da soli non bastano sempre. Con l’arrivo di un figlio, l’acquisto di una casa o l’avvio di un’impresa, diventa fondamentale aggiungere un tassello, spesso trascurato: l’assicurazione sulla vita. Non si tratta solo di una polizza, ma di un gesto concreto di responsabilità, capace di garantire stabilità al patrimonio e protezione ai propri cari. Ecco 5 motivi per cui stipulare una polizza vita può fare davvero la differenza.

 

1. Coprire le spese funebri. Secondo la Corporation des thanatologues du Québec, in media i costi di un funerale in Quebec variano tra 4.500 e 7.500 dollari. Anche una polizza vita di piccola entità può sollevare i propri cari dal dover attingere ai risparmi o contrarre debiti per far fronte a queste spese. Il capitale assicurativo può inoltre essere utilizzato per pagare eventuali tasse legate all’eredità dei beni, evitando così ulteriori oneri ai familiari o alla persona incaricata di liquidare il patrimonio. Un dettaglio che spesso dimentichiamo, ma che può fare una grande differenza in un momento delicato.

 

2. Estinguere i debiti. Nel corso della vita, i debiti tendono ad accumularsi: mutuo, prestiti per l’auto, linee di credito, acquisti a rate per elettrodomestici o altri beni di consumo. Quando si viene a mancare, il capitale versato dalla polizza vita può servire a saldare questi debiti, evitando che ricadano sui familiari o sul patrimonio ereditato. In questo modo, la polizza non solo tutela la famiglia dal punto di vista economico, ma contribuisce anche a preservare la stabilità finanziaria dell’eredità, consentendo ai propri cari di affrontare il futuro senza l’onere di obbligazioni non previste.

 

3. Garantire un reddito ai propri cari. Per chi ha figli, una delle principali preoccupazioni è assicurarsi che, in caso di decesso prematuro, possano continuare a vivere con lo stesso tenore di vita. Una polizza vita a termine (term life insurance) risponde a questa esigenza: copre l’assicurato per un periodo prestabilito, che può variare dai 10 ai 65 anni. Se l’assicurato dovesse venire a mancare durante la durata della polizza, il patrimonio familiare riceverà un capitale corrispondente ai premi versati. Al termine del periodo scelto, la copertura termina, ma può essere rinnovata se lo si desidera. Questo tipo di assicurazione permette di sostenere gli impegni finanziari a breve e lungo termine della famiglia, garantendo continuità nel tenore di vita anche in assenza del principale percettore di reddito. Ad esempio, i figli possono beneficiare di protezione economica fino al raggiungimento della maggiore età o al completamento degli studi, evitando interruzioni nella loro formazione e nella gestione quotidiana delle spese. Inoltre, la polizza può offrire un’eredità finanziaria utile a coprire bisogni futuri, permettendo ai familiari di affrontare la vita con maggiore serenità e opportunità.

 

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4. Proteggere un’impresa familiare. Per chi fa parte di una società o di un partenariato d’affari, la morte di un socio può creare complicazioni significative. In molti casi, gli accordi tra soci prevedono polizze assicurative che consentono ai partner superstiti di rilevare le quote del socio deceduto senza conflitti o lungaggini legali. In pratica, il capitale versato dalla polizza può essere utilizzato dall’eredità del socio defunto per cedere le proprie quote, evitando così che gli altri soci debbano co-gestire l’attività con i familiari del defunto. Questo strumento tutela sia la continuità dell’impresa sia gli interessi dei familiari, garantendo stabilità economica e operativa.

 

5. Massimizzare i propri risparmi. Alcune polizze vita offrono strumenti aggiuntivi per accumulare risparmi, particolarmente utili quando RRSP e TFSA sono già quasi pieni. Le polizze partecipative distri-
buiscono dividendi annuali che possono essere reinvestiti al fine di creare un capitale per i propri cari, finanziare l’attività imprenditoriale o integrare il reddito pensionistico. Le polizze vita universali consentono invece di accumulare risparmi tramite fondi d’investimento, come GIC o fondi azionari canadesi, con crescita del capitale esentasse entro certi limiti. In questo modo, oltre a garantire protezione alla famiglia e ai beni, le polizze vita diventano un efficace strumento di pianificazione finanziaria. È sempre consigliabile rivolgersi a un consulente per scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze.

 

Meglio pensarci da giovani. Molti credono che l’assicurazione sulla vita sia un tema “da adulti”. In realtà, è proprio da giovani che conviene farlo. Le compagnie offrono tariffe più basse a chi è in buona salute, spesso (di solito fino ai 25 anni) senza richiedere una visita medica. Bloccare una polizza a 20 o 30 anni significa fissare per decenni condizioni favorevoli, con premi minimi e massima copertura.

Una decisione che parla di futuro. L’assicurazione sulla vita non è solo una protezione contro l’imprevisto. È un gesto concreto di responsabilità. Un modo per dire “ci ho pensato” quando non ci saremo più. Protegge la famiglia, tutela

un’impresa, salvaguarda i frutti dei propri sacrifici. Rimandare significa lasciare tutto al caso. La vera libertà finanziaria non è solo vivere il presente con serenità. È avere la certezza che, anche in nostra assenza, chi amiamo sarà protetto.

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