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Ci ha lasciati l’eterno Maestro Peppe Vessicchio | Iconico nella musica e nella tv italiana

 

Grande professionista e uomo buono, amatissimo e rispettato da tutti, il Maestro Giuseppe Vessicchio, detto Peppe o Beppe (Napoli, 17 marzo 1956 – Roma, 8 novembre 2025), si è spento a soli 69 anni, a causa delle improvvise complicazioni di una polmonite interstiziale, precipitata rapidamente. Come molti sanno, è stato direttore d’orchestra, compositore, arrangiatore e personaggio televisivo italiano, principalmente attivo nell’ambito della musica leggera e particolarmente noto per il suo ruolo di direttore d’orchestra del Festival di Sanremo, con una presenza fissa, dal 1990 in poi. Cresciuto in un ambiente familiare fortemente legato alla tradizione musicale napoletana, dove mandolino, chitarra e fisarmonica erano di uso comune, Vessicchio sviluppò, fin da giovane, una naturale inclinazione per la musica. Durante gli anni del Liceo Classico coltivò costantemente questa passione, fino ad individuare nel 1980 la sua vocazione per la direzione d’orchestra. Sposò la scrittrice Enrica Mormile nell’89, dopo 12 anni di fidanzamento. La loro figlia adottiva, Alessia, ha commentato, commossa, che tutto quello che si è detto su suo padre in questi giorni sono esattamente le stesse cose che tutti dicevano da lui anche mentre era vivo. La figlia di Alessia è già madre, dunque Vessicchio è diventato bisnonno molto presto.

 

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Muovendo i primi passi con Edoardo Bennato e Peppino di Capri, suonando chitarra e pianoforte, nell’arco della sua carriera ha composto brani per Andrea Bocelli, Roberto Vecchioni, Gino Paoli, Elio e le Storie Tese, Syria, Fiordaliso, Zucchero Fornaciari, Lorella Cuccarini, Ron, Biagio Antonacci, Ornella Vanoni, Fred Bongusto, Ivana Spagna, Max Gazzè e Valerio Scanu. Popolare la sua partecipazione come insegnante di musica nel programma televisivo Amici di Maria De Filippi. Ha pubblicato il libro La musica fa crescere i pomodori. Il suono, le piante e Mozart: la mia vita in ascolto dell’armonia naturale, sulle connessioni tra musica e natura. Recentemente, aveva intrapreso un progetto nel settore vitivinicolo, affinando la Barbera nel Monferrato seguendo il ritmo della musica e sperimentando le connessioni tra armonia musicale e maturazione del vino. I funerali si sono svolti in forma privata presso la chiesa dei Santi Angeli Custodi di piazza Sempione, nel quartiere romano dove Vessicchio viveva da anni. Dietro la bacchetta elegante e il sorriso mite, colleghi e collaboratori, amici e pubblico, hanno sempre riconosciuto un musicista capace di attraversare generi e generazioni, lasciando un segno profondo nell’immaginario collettivo, inconfondibile con la sua barba e il suo sguardo gentile, unendo rigore musicale e sensibilità umana. ”Dirige l’orchestra il Maestro Beppe Vessicchio” sarà sempre una frase iconica per gli italiani, che evoca un senso di casa.

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