Il 22 maggio al Centro Leonardo da Vinci

Tra memoria, identità e umorismo, l’artista italo-montrealese celebra il coraggio e la resilienza degli immigrati italiani
MONTRÉAL- “Mio padre è immigrato dalla Calabria con i suoi genitori alla fine degli anni ’60, quando aveva 18 anni; un uomo moro, scuro, che parla con le mani! Mia mamma è una québécoise de souche di Villeray, bionda con gli occhi azzurri… Io ho vissuto e assimilato entrambe le attitudini e culture, ma mi sento soprattutto simile a mia nonna Carmela, che è deceduta a 100 anni ed è stata vulcanica fino alla fine!”. Così ci racconta Cathy Fuoco, mediana tra tre sorelle e madre di tre figli maschi, che ha studiato teatro classico al Cégep e poi è passata all’improvvisazione, iniziando ad un certo punto a scrivere sulla sua vita di tutti i giorni, come moglie, figlia e mamma. Il suo secondo spettacolo Ma famille italienne andrà in scena venerdì 22 maggio, alle ore 19:30, al Teatro Amelia e Lino Saputo del Centro Leonardo Da Vinci. Per questo Il Cittadino Canadese l’ha incontrata. Dopo il successo di Mes Bananes Vertes – che affrontava i temi del wedding italo-canadese, della vita matrimoniale e poi del divorzio, e che è stato presentato più di 70 volte in Canada, Francia e Belgio – l’artista si immerge ora nel cuore di ciò che la definisce profondamente, e cioè la sua duplice identità italo-quebecchese. “Sono cresciuta in un universo ibrido e in questo spettacolo, con tenerezza e umorismo, porto la mia infanzia per raccontare le sfide, le gioie e i fraintendimenti della vita di una bambina francofona, quebecchese, che però andava a scuola di italiano il sabato e, per certi versi, era immersa nello stile degli anni ’50 anche se erano gli anni ’80! Sia in Québec che in Italia mi hanno sempre chiesto da dove vengo… siamo tutto e niente.

Attraverso aneddoti e personaggi, presento la mia famiglia, i suoi eccessi, le sue tradizioni, i suoi pasti abbondanti e le sue discussioni troppo animate. Sono scene semplici, vere, divertenti o toccanti, profondamente umane. Non è solo una serie di ricordi personali, ma un tributo all’eredità della mia famiglia, alla resilienza e ai legami indissolubili che ci uniscono, e un’ode al coraggio e al sacrificio degli immigrati italiani…. Abbiamo comprato i diritti per proiettare anche il docu-film di Paul Tana”. Questa doppia appartenenza, talvolta fonte di discrepanza, è diventata una ricchezza artistica. Cathy descrive i suoi parenti come una vera miniera d’oro creativa, notando continuamente abitudini, espressioni o situazioni che meritano di diventare una capsula o uno schizzo. Qualcosa può declinarsi in maniera caricaturale, ma il filone dei tuoi spettacoli è sempre l’amore, per questo si definisce ‘humoriste/amouriste’. “Il mio obiettivo non è provocare scoppi di risate a tutti i costi, ma far riflettere, sorridere ed emozionare, facendo attenzione a non offendere i miei familiari. Nella scrittura mi impongo la regola di non mettere mai a disagio nessuno inutilmente, soprattutto i miei figli: se una frase fa ridere ma può ferire qualcuno, la cambio. Il pubblico sente sempre la verità…”. Per acquistare i biglietti: https://cldv.tuxedobillet.com/main/ma-famille-italienne.





