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Il Punto

Twitter non è al di sopra della Libertà

La censura è inconciliabile con la Democrazia. C’è il sospetto di un calcolo politico: Trump messo al bando solo alla fine del suo mandato. Eppure, per 4 lunghi anni, il suo linguaggio incendiario è stato ‘tollerato’. Con ricadute convenienti e remunerative per il Big Tech…

Ora Biden deve trattare

Ha vinto Joe Biden, che si appresta a diventare il Presidente più votato di sempre, con oltre 75 milioni di voti (Obama si è fermato a 69.498.516). Ha perso Donald Trump, tradito da stati-chiave come Pennsylvania, Wisconsin e Michigan, che 4 anni fa si erano rivelati la tomba politica di Hillary Clinton

Giù le mani dalla Storia

Da che mondo è mondo, la Storia è ‘magistra vitae’: possiamo interpretarla e criticarla, ma mai cancellarla o, peggio, riscriverla secondo l’etica e gli umori del nostro tempo

Il covid-19 è “pacifista”

Cinema e teatri chiusi; ristoranti, pizzerie e negozi sull’orlo del fallimento; matrimoni e funerali annullati, cene in famiglia proibite, festival e concerti rimandati, stadi vuoti. Per settimane, mesi, ci siamo sottomessi, senza colpo ferire, in religioso silenzio, al diktat di scienziati, virologi e autorità sanitarie, che ci hanno imposto

Prevenire è meglio che curare

L’allarme è globale, le misure di contenimento (sempre più restrittive) pure; eppure le autorità canadesi (un pò meno quelle quebecchesi) continuano a predicare calma, ribadendo che il pericolo di contagio resta “debole”. Come se la terra degli Aceri fosse un’oasi

Giustizia, Immigrazione e Lavoro agli Italiani

‘Il Buongiorno si vede dal mattino’ e ‘Chi ben comincia è già a metà dell’opera’: sono due proverbi che calzano a pennello per sintetizzare il nostro giudizio sulla composizione del nuovo governo di minoranza guidato da Justin Trudeau

Ora le scuse per l’internamento

Gli elettori Italo-Canadesi hanno confermato la loro fiducia in Justin Trudeau: ora ci aspettiamo qualche Ministro al governo, così come il rispetto della ‘parola data’ lo scorso giugno a Vaughan

Riconfermato, ma con riserva

Il Canada resta liberale, ma questa volta la fiducia accordata al Primo Ministro non è stata totale e incondizionata: gli elettori hanno scelto ancora Trudeau, ma senza la stessa convinzione e compattezza del 2015. Trudeau ha mantenuto il potere, ma la sensazione

La Croce non è merce di scambio

Trentadue (32) secondi: tanto ci ha impiegato il commesso dell’Assemblea Nazionale, il 9 luglio scorso, per rimuovere il Crocifisso dalla parete della Sala Blu del Parlamento provinciale, per cancellare 400 anni di storia, per profanare il nostro patrimonio culturale, per calpestare le fondamenta della nostra civiltà

Basta promesse: contano solo i fatti

“Tutto bene quel che finisce bene” o “Meglio tardi che mai”: così avremmo voluto commentare – ad una prima lettura semplicistica, superficiale e romantica – la decisione del Primo Ministro Justin Trudeau di scusarsi ufficialmente con gli Italo-Canadesi internati durante la seconda Guerra Mondiale.