Roma, 8 set. (askanews) – La bozza di regolamento Ue Affordable Housing Act (alloggi a prezzi accessibili) “è una limitazione che rischia di comprimere il diritto di proprietà oltre i limiti di proporzionalità previsti dalla nostra Costituzione”. È il giudizio che esprime la Fimaa Italia-Confcommercio sul regolamento che la Commissione europea presenterà mercoledì 9 settembre. Il testo è studiato per limitare gli affitti brevi, e consente di introdurre limitazioni anche all’acquisto e all’utilizzo di unità immobiliari non destinate ad abitazione principale.
Secondo Fimaa Italia la criticità maggiore dell’Affordable Housing Act risiede nella possibilità, da parte dei Comuni, di far scattare automaticamente lo stato di ‘stress abitativo’. Si tratta infatti di un criterio pensato per le grandi capitali che lascia mano libera ai Comuni per limitare ulteriormente gli affitti brevi. Questo criterio unico si applicherà in gran parte delle città e delle mete turistiche italiane, grazie alla protezione di una normativa europea che non considera con logica e rispetto le peculiarità dei singoli Stati membri. Oltretutto le locazioni di breve periodo, in Italia, riguardano meno del 2% degli oltre 35 milioni di unità residenziali.
Il regolamento – prosegue Fimaa Italia – “colpirebbe i piccoli proprietari che si ritroverebbero nell’impossibilità di mettere a reddito le proprie unità immobiliari in un Paese votato al turismo e nel quale pertanto questo tipo di attività ha una rilevanza essenziale per la stessa economia. Il rischio è ancora più concreto se si considera che il testo è un regolamento e non una direttiva: una norma cioè direttamente applicabile in Italia senza alcun passaggio parlamentare. I Parlamenti nazionali, invece, devono preservare la libertà e l’indipendenza nelle scelte specifiche per le esigenze del Paese”.
Fimaa ritiene la bozza della normativa irricevibile, “lesiva del diritto di proprietà e della libertà contrattuale, e pertanto inaccettabile”.





