Roma, 31 lug. (askanews) – L’accusa è di aver reclutato, organizzato ed impiegato presso terzi in condizioni di sfruttamento lavoratori stranieri irregolari: per questo 4 cittadini romeni sono oggetto di misure cautelari personali emesse dal Gip del Tribunale di Enna.
Secondo le indagini, i lavoratori irregolari (dal mese di gennaio 2024 al mese di maggio 2024) sono stati impiegati nella raccolta delle arance, in terreni agricoli dei comuni di Enna e Regalbuto (EN), pagati a cottimo con importi di circa 1 euro a cassetta, con orari di lavoro estenuanti (circa 70 ore settimanali, senza giornate di riposo), in alloggi degradanti, costretti a lavorare e ad accettare le condizioni imposte dietro violenza e minacce.
L’indagine segue la denuncia di 4 lavoratori marocchini sostenuti dalla Associazione Penelope. È grazie alle loro dichiarazioni che sono stati eseguiti gli accertamenti dei militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Catania.
E quindi arresti domiciliari e braccialetto elettronico per il presunto “datore di lavoro”, mentre gli altri tre – che vigilavano sull’attività di lavoro nei campi con modalità intimidatorie e gestivano gli alloggi fatiscenti senza luce o acqua – sono destinatari dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.





