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Calcio senza decreto crescita, Inter e Juve divise

(Adnkronos) –
Il calcio italiano dall’1 gennaio 2024 si trova senza l’assist del decreto crescita e deve rinunciare ai benefici fiscali che nelle ultime stagioni hanno reso più leggeri e accessibili gli ingaggi di calciatori, anche di primo piano, provenienti dall’estero. Le agevolazioni previste sinora dal decreto crescita non sono state inserite nel decreto Milleproroghe e il 31 dicembre andranno in archivio. Il calcio italiano si lamenta, ma non lo fa in modo compatto. Ci sono presidenti e dirigenti che prevedono un futuro grigio, con perdita di competitività dei club italiani. C’è anche chi incassa la notizia e tira dritto, consapevole di poter comunque produrre calcio senza bonus. 

“Nel momento in cui il calcio italiano sta risalendo il ranking europeo, nel momento in cui tre squadre italiane hanno partecipato da finaliste alle tre più importanti competizioni europee, nel momento in cui due club italiani parteciperanno al mondiale per club l’abolizione di questa agevolazione fiscale del decreto crescita rappresenta un autogol per il mondo del calcio e per l’economia del paese”, dice l’ad dell’Inter, Beppe Marotta, a Sky Sport. 

“Bisognerà trovare accorgimenti, anche se non sarà facile”, aggiunge il dirigente del club nerazzurro, che negli ultimi giorni è tornato sotto i riflettori – con alcuni articoli di quotidiani – per la situazione finanziaria legata al bilancio. “Sicuramente il danno prodotto sarà veramente irrimediabile, la competitività nostra nell’ambito europeo diminuirà e quindi ne risentirà anche il fenomeno domestico, perché chiaramente quando i grandi club sono in difficoltà anche i medi piccoli club non hanno assolutamente vantaggi”, dice Marotta. 

Il dirigente dell’Inter ipotizza un danno per l’intero movimento: se i top club vanno in crisi, pagano anche le medie e piccole società. La visione non sembra condivisa da Massimiliano Allegri. L’allenatore della Juventus accoglie le news con relax. “Sul decreto crescita mi esprimo calcisticamente. Fortunatamente la Juve ha un patrimonio importante di giovani che potrà tenere e sviluppare in futuro. La Juve sotto questo aspetto deve rimanere molto serena e tranquilla”, dice l’allenatore bianconero. A differenza di altre squadre, Inter compresa, nell’ultimo calciomercato la Juventus ha ingaggiato un solo calciatore dall’estero, lo statunitense Tim Weah. Il decreto crescita sarà anche servito ai bianconeri, ovviamente, ma non ha ammorbidito un investimento folle: l’ingaggio di Weah, in sostanza, è perfettamente gestibile senza agevolazioni. La Juve, d’altra parte, negli ultimi anni ha inserito in prima squadra una serie di elementi provenienti dal settore giovanile: da Miretti a Fagioli, da Yildiz a Huijsen, da Iling Junior a Soulé. 

E chi non scende in campo cosa dice? “Abbiamo appreso con grande soddisfazione la notizia dell’abrogazione, anche per gli sportivi, della norma sugli impatriati contenuta nel Decreto Crescita, previsione che penalizzava l’intero movimento calcistico nazionale”, dice Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione calciatori. “Finalmente dal 1 gennaio 2024 calciatori italiani e stranieri potranno competere sullo stesso piano; per questo, ringrazio chi nel governo e nelle forze politiche si è mostrato sensibile alle nostre istanze e alle sorti del calcio italiano, per tutelare lo sviluppo della filiera del nostro mondo e il futuro della Nazionale”. 

 

 

 

 

 

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