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Calcio, Mourinho: “Inter speciale? Solo durante la partita”

Roma, 7 set. (askanews) – José Mourinho torna a parlare dell’Inter alla vigilia della sfida di Champions League contro i nerazzurri, ma prova a togliere ogni carica emotiva alla partita. “In questo momento sì, durante la partita sì, dopo la partita no. È una partita come le altre”, dice il tecnico del Real Madrid, che affronta il suo passato senza concedere spazio alla nostalgia. L’obiettivo, assicura, è uno solo: vincere.

“Voglio vincere. Posso dirvi che voglio giocare bene, ma non voglio giocare bene e perdere come successo contro il Betis”, spiega Mourinho. Il portoghese ricorda che ci sono otto partite da disputare e che il primo obiettivo è la qualificazione, ma invita la squadra a concentrarsi esclusivamente sulla sfida di domani: “Voglio pensare a questa partita come se fosse l’unica possibile per riuscirci”.

Il tecnico è soddisfatto della reazione dello spogliatoio dopo la sconfitta contro il Betis. “Li ho visti come mi piace vederli. Nell’allenamento di domenica si erano già ripresi. Eravamo convinti di aver giocato una buona partita contro il Betis, i gol che abbiamo sbagliato sono stati un’anomalia. Abbiamo problemi noti, ma niente di più. Giocheremo e daremo il massimo”.

Mourinho torna poi sulle decisioni arbitrali della gara persa contro il Betis, soffermandosi soprattutto sul rigore non ripetuto e sull’ammonizione a Vinicius. “Non voglio parlare delle decisioni dell’arbitro”, premette, salvo poi spiegare il suo punto di vista: “Non abbiamo perso per questo, perché forse avremmo sbagliato il rigore, ma vorrei sapere perché non è stato ripetuto. È perché il Var non conosce le regole o perché non voleva? Se è perché non conosceva le regole dovrebbe tornare a casa, se è perché non voleva è ancora peggio”. Poi il caso Vinicius: “Il capitano ha il diritto di rivolgersi all’arbitro e chiedere spiegazioni”.

Sulla formazione, Mourinho mantiene il massimo riserbo. Il Real dovrà fare a meno di tre giocatori squalificati, Bernardo, Camavinga e Guler. Tra le ipotesi c’è anche quella di Alexander-Arnold a centrocampo, ma il portoghese non concede indicazioni: “Abbiamo tre-quattro-cinque possibilità per sostituirli. Potrei girarci intorno, ma alla fine non ti dirò nulla”.

Il tecnico parla anche di Endrick, rientrato da poco al lavoro con la prima squadra: “Domani potrebbe essere pronto per giocare cinque minuti, al massimo dieci. Si è allenato con la prima squadra per la prima volta ieri e non gioca da Budapest”.

Il ritorno sulla panchina del Real Madrid, quindici anni dopo la prima esperienza, non cambia il suo approccio. “Ho trovato un club che è il Real Madrid. Il Real Madrid è il Real Madrid. Hanno avuto una stagione complicata. Ci sono aspetti da migliorare e vogliamo vincere ogni partita e ogni competizione. Dobbiamo progredire verso questo livello di stabilità”.

Quanto alla Champions, Mourinho non si lascia condizionare dai ricordi della semifinale persa ai rigori: “Non ci penso. Penso a essere l’allenatore del Real Madrid”. E nemmeno l’eventuale conquista del trofeo avrebbe per lui un significato legato al passato: “Ho fatto due periodi diversi, ho chiuso nel 2013 ed è un ciclo chiuso. Questo non ha nulla a che vedere con il passato, sono due momenti diversi nella storia del Real Madrid”. La voglia, però, è immutata: “Se mi chiedi se ho voglia di vincere la Champions ovviamente la risposta è sì”.

Infine, una considerazione sull’astuzia, qualità che secondo alcuni potrebbe mancare alla squadra. “È una questione culturale. Forse viene percepita negativamente, ma non è una critica”. E sulla possibile pressione derivante dal confronto con l’Inter e dalla corsa alla qualificazione, Mourinho resta pragmatico: “Credo che ci qualificheremo entrambi e ogni punto è importante: anche l’Inter verrà qui per fare punti”.

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