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Calcio, Gattuso: “Lazio una sfida, la Nazionale una ferita aperta”

Roma, 11 lug. (askanews) – “Sono orgoglioso di essere arrivato in questo club, ho buonissime sensazioni”. Si è presentato così Gennaro Gattuso, nuovo allenatore della Lazio, nella conferenza stampa d’esordio alla guida dei biancocelesti. L’ex commissario tecnico dell’Italia ha spiegato di aver accettato una sfida che conosceva fin dall’inizio, senza nascondere le difficoltà del momento.

“Sono stato vicino più di una volta alla Lazio, forse senza queste condizioni avrei detto di no. Per me è una sfida. Sapevo già le problematiche che c’erano, so bene che c’è da mettere l’elmetto e da lavorare”, ha dichiarato il tecnico.

Gattuso ha indicato gli obiettivi della sua gestione: “Voglio una squadra che sudi per la maglia, che rispetti la storia e la tradizione di questo club. Dobbiamo creare un clima familiare, divertire i tifosi e renderli orgogliosi. Serve restare uniti anche nelle difficoltà, poi vedremo dove potremo arrivare”.

Sul rapporto complicato tra squadra e tifoseria, l’allenatore ha invitato a non cercare giustificazioni. “Se oggi parlo dei tifosi creo solo un alibi. Dobbiamo rispettarli con serietà e lealtà. Sappiamo qual è la situazione, dobbiamo isolarci e pensare soltanto a lavorare. L’ambiente non è ideale, ma speriamo di essere bravi a far cambiare qualcosa”.

Gattuso ha poi parlato del confronto con il presidente Claudio Lotito, definendolo “franco”. “Quando ci siamo visti gli ho chiesto di sistemare qualcosina. Se il presidente ha qualcosa da dire viene e ne parla con me e con la squadra. Noi siamo suoi dipendenti, ma è giusto che le cose vengano dette con educazione”.

Inevitabile un passaggio anche sulla recente esperienza alla guida della Nazionale, conclusa con la mancata qualificazione al Mondiale dopo l’eliminazione contro la Bosnia. “La delusione è stata tanta. Posso solo ringraziare i ragazzi perché mi hanno dato tutto. Nel calcio contano anche gli episodi: da giocatore ho avuto un po’ di fortuna, da allenatore ho preso qualche mazzata. È una ferita che mi porterò addosso fino alla fine, ma bisogna andare avanti”.

Infine, il tecnico ha parlato del ritorno in Serie A dopo le esperienze all’estero: “Allenare fuori dall’Italia mi ha fatto crescere. Noi italiani pensiamo spesso di essere i migliori, ma il calcio cambia velocemente. Volevo completare il mio percorso professionale e quando è arrivata la chiamata della Lazio mi hanno convinto”.

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