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Calcio, Amorim si presenta: “Al Milan per vincere”

Roma, 8 lug. (askanews) – Un nuovo corso, una nuova struttura societaria e un’identità calcistica ben definita. È il messaggio che il Milan affida a Gerry Cardinale e Ruben Amorim nel giorno della presentazione ufficiale del nuovo allenatore rossonero. Per la prima volta da quando è proprietario del club, il fondatore di RedBird introduce personalmente il tecnico, a testimonianza della centralità del progetto affidato al portoghese. “È una giornata molto importante per il Milan – esordisce Cardinale -. Nell’ultimo mese avete visto quante cose sono cambiate. L’obiettivo era rivedere completamente la nostra organizzazione e il nostro modo di vedere il calcio. Ci sarà molto altro di nuovo”.

Il numero uno rossonero rivendica il lavoro svolto dietro le quinte per rifondare il club dopo una stagione deludente. “Abbiamo fatto sei mesi di meeting concentrati in un solo mese. È stato uno sforzo enorme per ricostruire, rafforzare e rivedere il rapporto tra proprietà, management e area tecnica. Ho portato al Milan le mie persone migliori perché vogliamo creare una struttura più forte e una cultura nuova. Dobbiamo lasciarci alle spalle il passato e riportare questo club al suo glorioso passato”.

Il concetto chiave è uno soltanto: vincere. “Noi giochiamo per vincere, non per non perdere. Questo dovrà essere il nostro stile. Vogliamo un calcio offensivo, entusiasmante, bello da vedere, capace di coinvolgere i tifosi. Ruben Amorim rappresenta la pietra fondante di questa nuova organizzazione calcistica e siamo felici di iniziare questo percorso insieme”.

Il tecnico portoghese raccoglie subito il testimone, mostrando entusiasmo e grande senso di responsabilità. “Mi scuso se ancora non parlo italiano, ma è molto importante per me impararlo il prima possibile per rispetto della vostra cultura. Per me è un onore essere qui. Milanello è straordinario, mi sento assolutamente a casa”. Amorim spiega di aver scelto il Milan non soltanto per il prestigio del club, ma soprattutto per la condivisione di idee con la nuova dirigenza. “Già al primo incontro è scattato qualcosa. Mi sono stati presentati principi e valori che sento miei. Ho fatto tante domande e ho ricevuto tutte le risposte che volevo. Mi sento completamente a mio agio”.

Il nuovo allenatore chiarisce immediatamente quale sarà la sua filosofia di gioco. “Voglio una squadra dominante, che recuperi il pallone il più velocemente possibile, che faccia più gol e sappia controllare la partita attraverso il possesso. Voglio un calcio bello da guardare e capace di divertire i tifosi. So che servirà tempo, ma spero che già dalla prima partita si possa riconoscere la mentalità della mia squadra”.

I riferimenti non sono casuali. Amorim cita il Milan di Arrigo Sacchi e quello di Fabio Capello come modelli che hanno segnato la storia del calcio. “Ricordo il Milan di Sacchi che ha rivoluzionato il gioco e quello di Capello che sembrava non perdere mai. Poi ci sono stati campioni straordinari come Van Basten, Gullit e tanti altri. Entrare nella storia di questo club rappresenta una responsabilità enorme, ma è proprio questo tipo di sfida che cercavo”.

Il mercato sarà condiviso con la dirigenza, anche se il tecnico preferisce non entrare troppo nei dettagli. Conferma però la fiducia nei giocatori già presenti in rosa e la necessità di valutare attentamente tutti gli elementi prima di intervenire. “Prima di guardare fuori dobbiamo guardare dentro. Ci sono giocatori che possono darci molto, come Chukwueze, Saelemaekers e diversi giovani che avranno la possibilità di mettersi in mostra. Voglio conoscere tutti e capire chi ha davvero voglia di restare e lottare per questa maglia”.

Tra le poche eccezioni c’è Luka Modric, che Amorim considera una figura centrale nel nuovo progetto. “È un giocatore che vogliamo assolutamente tenere. Ci ho parlato due volte e, se servirà, lo richiamerò ancora. Non giocherà tutte le partite, ma la sua esperienza sarà fondamentale per la crescita della squadra”. Parole importanti anche per Rafael Leão, definito “uno dei nostri giocatori con la G maiuscola”, mentre Christian Pulisic viene descritto come “perfetto per il calcio italiano” e destinato a ricoprire un ruolo chiave nel nuovo sistema di gioco.

Non manca un passaggio sul confronto con José Mourinho. “Ho imparato tantissimo da lui e gli porto un enorme rispetto, ma sono completamente diverso. Un allenatore non deve copiare nessuno, deve costruire la propria identità”. Identità che Amorim vuole trasferire anche nel rapporto umano con il gruppo. “Sarò sempre vicino ai miei giocatori. Credo nell’onestà, nell’equità e nel contatto umano. È così che si costruisce la fiducia e si crea uno spirito di squadra capace di vincere”.

Infine il messaggio rivolto ai tifosi, chiamati a ritrovare entusiasmo dopo una stagione difficile. “Capisco il loro scetticismo e non voglio prendere in giro nessuno promettendo cambiamenti immediati. Non si sistema tutto in ventiquattro ore. Posso però promettere lavoro, passione e il massimo impegno. Esiste un percorso ben preciso e vogliamo iniziare subito, vincendo la prima partita di campionato. Da lì costruiremo il nostro futuro”.

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