Oltre due ore di emozioni tra rock, nostalgia e grandi successi


Bobby Solo, Joe Broccolini e Joe Pannunzio
MONTRÉAL – Montréal ha riabbracciato con entusiasmo Bobby Solo, protagonista sabato 11 aprile di un concerto coinvolgente al Teatro Mirella e Lino Saputo del Centro Leonardo da Vinci. A 81 anni, l’artista ha mostrato una vitalità sorprendente, tornando in città dopo decenni e ritrovando un pubblico affezionato e caloroso. Oltre due ore di spettacolo senza pause, davanti a circa 450 spettatori, tra cui anche qualche giovane: la conferma di un’eredità musicale capace di attraversare le generazioni. La scaletta, ben costruita e dinamica, ha alternato sonorità country, gospel e rock and roll americano ai grandi classici italiani degli anni Sessanta. L’apertura è stata un autentico atto d’amore verso Elvis Presley, riferimento imprescindibile della sua carriera. Bobby Solo ha interpretato brani intramontabili come Blue Suede Shoes, Mean Woman Blues, Can’t Help Falling in Love, I’m Gonna Walk Dem Golden Stairs e Working on the Building. Applausi convinti anche per Hound Dog, proposta nella versione resa celebre da Big Mama Thornton. Il viaggio musicale è proseguito con un sentito omaggio alla grande canzone italiana: Si è spento il sole di Adriano Celentano, Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno, Quando vedrai la mia ragazza dell’amico Little Tony, Marina di Rocco Granata e Baci di Rocco Germani. Il momento più atteso è stato naturalmente quello dedicato ai suoi grandi successi: Zingara, Se piangi se ridi, Non c’è più niente da fare, La siesta e la celeberrima Una lacrima sul viso, brani che il pubblico ha accompagnato con partecipazione ed emozione.

Tra una canzone e l’altra, l’artista ha saputo creare un dialogo diretto con la sala, raccontando episodi di vita personale con tono leggero e nostalgico: dalle passeggiate notturne all’Eur con Adriano Celentano, fino al ricordo dell’amicizia con Little Tony, che una notte di Natale gli regalò una chitarra di grande valore. Un gesto inatteso, carico di riconoscenza, dopo che l’anno precedente Bobby Solo gli era stato accanto aiutandolo a superare una dolorosa delusione sentimentale. Poliglotta e comunicativo, con il suo inconfondibile accento romano – nonostante le origini friulane di entrambi i genitori – Bobby Solo si è rivolto al pubblico in italiano, inglese e anche francese, rafforzando un legame autentico e spontaneo. Simpatico e teatrale il gesto di lanciare i fogli dei testi alle sue spalle al termine di ogni brano, diventato quasi un marchio di fabbrica della serata.

A fare gli onori di casa il direttore generale Pat Buttino, assistito da Milva Franzini. Presenti anche il Presidente del Centro Leonardo da Vinci Joe Pannunzio, il Presidente della Fondazione Comunitaria Italo-Canadese Joe Broccolini e la Presidente del Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi – regione Québec, l’avv. Maria R. Battaglia.
Una serata di musica e memoria, che ha confermato il carisma intramontabile di Bobby Solo e il suo posto speciale nel cuore del pubblico italocanadese.
(V.G.)





