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Berthe Weill: la gallerista che rivoluzionò l’arte moderna

Il Museo delle Belle Arti di Montréal omaggia la mercante d’avanguardia parigina fino al 7 settembre 2025

 

Marc Chagall (1887-1985), Bella à Mourillon, 1926. Collection particulière.
© Archives Marc et Ida Chagall / ADAGP, Paris / CARCC, Ottawa 2025

 

 

Pablo Picasso (1881-1973), L’hétaïre, 1901.
Turin, Pinacoteca Agnelli.
© Succession Picasso / CARCC Ottawa 2025

 

Molti anni fa un cliente della Galleria Dominon mi chiese di certificare un’opera di un artista canadese. Analizzando il dipinto ebbi dei dubbi sull’autenticità del quadro. Non avevo mai avuto il piacere di incontrare l’artista in precedenza, ma avevo il suo numero di telefono. Spiegandogli il motivo per cui lo chiamavo, gli chiesi se potevo incontrarlo per avere la sua opinione. Abitava poco fuori l’isola di Montréal e due giorni dopo la mia telefonata mi recai nella sua abitazione, dove fui accolto con garbo e gentilezza. Dopo aver analizzato l’opera mi disse che i miei dubbi erano fondati: non aveva mai dipinto quel quadro e quindi si trattava di un falso. Trascorremmo circa un’ora a parlare della sua carriera di pittore e della mia come gallerista. Ad un certo punto cambiò il suo atteggiamento nei miei confronti, dicendomi che i galleristi e i mercanti d’arte non sono onesti con gli artisti perché trattengono una commissione troppo alta sulla vendita delle loro opere. Con molta calma cercai di spiegargli che i mercanti d’arte svolgono un ruolo molto importante nella carriera dell’artista. Questi agiscono da intermediari tra gli artisti ed i collezionisti, aiutano gli artisti a farsi conoscere nel mondo dell’arte. I mercanti d’arte hanno una profonda conoscenza del mercato dell’arte e possono fornire una guida ai collezionisti nella costruzione delle loro collezioni. È vero che guadagnano una commissione sulla vendita delle opere d’arte, in genere compresa tra il 10% e il 50%, ma ė ben meritata per il lavoro che svolgono.  Quello che segue è una prova tangibile delle mie affermazioni.

 

In una mostra esclusiva in Canada, il Montreal Museum of Fine Arts (MMFA) riporta alla luce la storia di Berthe Weill: una figura quasi dimenticata dell’arte moderna, che ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo dei movimenti d’avanguardia in Francia nella prima metà del XX secolo. Mercante d’arte pioniera, Berthe Weill (1865-1951) fu la prima a vendere opere di Pablo Picasso (1881-1973) e ad esporre lavori di Henri Matisse (1869-1954). Fu anche l’unica a organizzare una mostra personale per Amedeo Modigliani (1884-1920) durante la sua vita. Appassionata, schietta e visionaria, Weill sostenne incondizionatamente gli artisti emergenti, molti dei quali divennero icone del Modernismo.

 

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Composta da oltre 100 opere e documenti d’archivio, l’esposizione Berthe Weill, mercante d’arte dell’Avanguardia parigina presenta dipinti e sculture eccezionali di importanti figure dell’arte moderna: da Pablo Picasso a Suzanne Valadon (1865-1938). È la prima grande mostra dedicata alla carriera e alla visione artistica di Berthe Weill. Weill aprì la sua galleria parigina nel 1901 nel quartiere di Montmartre. Fu la prima donna ad esporre le opere di giovani artisti e l’unica a specializzarsi in talenti emergenti. I suoi sforzi portarono alla scoperta di alcuni dei nomi più importanti che conosciamo oggi. Esibì opere di Pablo Picasso, Aristide Maillol (181-1944), Henri Matisse, André Derain (1880-1954), Raoul Dufy (1877-1953), Maurice de Vlaminck(1876-1958), Robert Delaunay (1885-1941), Diego Rivera (1886-1957), Amedeo Modigliani e Marc Chagall (1887-1985) prima che si affermassero. Si impegnò anche a promuovere il riconoscimento di artiste donne, come Émilie Charmy (1878-1974) , Hermine David (1886-1920), Alice Halicka 1895-1975), Jacqueline Marval (1866-1932) e Suzanne Valadon. Con instancabile entusiasmo e un umorismo pungente, colei che gli artisti chiamavano affettuosamente la petite “Mère Weill”, perseverò nel sostenere i giovani artisti durante i quasi quattro decenni di esistenza della Galerie B. Weill (1901-1941).

 

La mostra mette in luce il contributo finora trascurato di Berthe Weill alla storia del Modernismo, raccontando i successi di questa tenace donna d’affari che, sfidando sessismo e antisemitismo, seppe preservare la sua libertà e autonomia. Promossa dal Montreal Museum of Fine Arts insieme al Gray Art Museum della New York University e al Musée de l’Orangerie di Parigi, l’esposizione beneficia di prestiti straordinari da importanti istituzioni europee e nordamericane, molti dei quali esposti in esclusiva a Montréal. Con oltre 100 opere di 55 artisti – costituite principalmente da dipinti, ma anche da sculture, disegni e stampe – la mostra offre un panorama ricco e variegato. Dopo la tappa montrealese, l’esposizione sarà ospitata al Musée de l’Orangerie di Parigi dall’8 ottobre 2025 al 26 gennaio 2026.

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