Roma, 25 giu. (askanews) – La guerra in Medioriente sta generando pressioni inflazionistiche e nel suo ultimo Bollettino economico la Banca centrale europea rivendica che la decisione di alzare i tassi di interesse dei due settimane fa risulta “solida sulla base di unampia gamma di scenari, su come lo shock potrebbe evolversi e influenzare nel medio termine larea euro”.
Le prospettive restano incerte, “con rischi al rialzo per linflazione e al ribasso per la crescita economica. Le piene implicazioni della guerra, per linflazione e la crescita sul medio termine, dipenderanno dallintensità e dalla durata dello shock sui prezzi dellenergia, aggiunge a Bce.
Nella pubblicazione l’istituzione ribadisce che prenderà le prossime decisioni sui tassi di interesse in base ai dati e le valuterà “volta per volta”, a ogni riunione del Consiglio direttivo, il quale non si vincola a un particolare percorso predeterminato sui tassi.
Proprio mentre, tuttavia, una esponente del Comitato esecutivo, la tedesca Isabel Schnabel sostiene in unintervista a Die Zeit che “dalla prospettiva attuale dovremmo alzare i tassi ulteriormente per portare linflazione al nostro obiettivo del 2%. Peraltro sostiene questa posizione mentre con gli ultimi cali i prezzi del petrolio sono tornati sotto i livelli precedenti alla guerra in Iran.
