Roma, 28 mag. (askanews) – Al Consiglio direttivo di fine aprile aprile della Banca centrale europea “alcuni esponenti” hanno rilevato che la decisione, presa pure allunanimità, di lasciare invariati i tassi di interesse nella prospettiva di avere maggiori informazioni per la riunione di giugno era comunque “al limite” (a close call) e che “non si sarebbero opposti ad alzare i tassi se questo fosse stato (proposto) sul tavolo”. Lo riportano i verbali della riunione del 29 e 30 aprile, pubblicati oggi dalla Bce.
“Alzare i tassi in quella riunione avrebbe inviato un segnale anche più forte sulla determinazione a riportare linflazione al livello obiettivo in maniera tempestiva – è stata la testi di questi esponenti -. Lopzione di aspettare ad alzare i tassi aveva perso quota dallultima riunione ed è diventato sempre più improbabile che lapproccio del ‘guardare oltre’ risulti appropriato”.
A dispetto di queste obiezioni “tutti hanno mostrato la volontà di schierarsi con la decisione di mantenere invariati tassi, sulla base del fatto che non vi era una urgenza immediata di un rialzo nella riunione attuale, posto che la comunicazione mettesse in rilievo limpegno a fissare la linea per assicurare che linflazione si stabilizzi sullobiettivo nel medio termine”.
In generale, il contenuto del documento rafforza laspettativa di un orientamento ad alzare i tassi a giugno, quando saranno disponibili i maggiori informazioni e sarà più chiara la portata e la durata del conflitto in Medioriente, così come del conseguente shock sui prezzi dellenergia.
