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Attivista estrema destra Robinson a processo per molestie giornalisti

Londra, 27 ott. (askanews) – L’attivista politico britannico di estrema destra Tommy Robinson arriva alla Southwark Crown Court di Londra, protetto da dei minacciosi bodyguard, per affrontare il processo a suo carico per presunte molestie nei confronti di due giornalisti. Il 43enne, processato con il suo vero nome, Stephen Yaxley-Lennon, ha negato le accuse di aver molestato i due giornalisti tramite il suo account su X tra il 5 e il 7 agosto 2024. Prima del processo, Robinson ha pubblicato un post su X per ringraziare Elon Musk per avergli finanziato le spese legali, che ammonterebbero a centinaia di migliaia di sterline.

Secondo quanto emerso in tribunale giovedì scorso, riferisce Afp, Robinson ha ingaggiato degli investigatori privati per aiutarlo a rintracciare gli indirizzi di residenza di due giornalisti che avevano scritto articoli su di lui e ha negato di volerli intimidire o spaventare, dopo che alcuni articoli pubblicati dal Daily Mail e da MailOnline avevano rivelato che lui e la sua famiglia erano in vacanza a Cipro.

“Non volevo intimidirli”, ha dichiarato Robinson in aula, riferendosi ai giornalisti Jacob Dirnhuber e Andrew Young. “Non era affatto quella la mia intenzione. Il mio obiettivo era quello di allontanare la paura e scongiurare il pericolo immediato per la mia famiglia”, ha aggiunto. Voleva rintracciarli per “fare pressione su di loro”.

All’apertura del processo, all’inizio di questa settimana, i pubblici ministeri hanno affermato che i giornalisti stavano realizzando servizi su “influencer di estrema destra”, tra cui Robinson, “che sembravano incoraggiare” i disordini scatenati da un attacco in cui, nel luglio 2024, tre ragazzine sono state uccise a coltellate.

Robinson ha dichiarato alla giuria di aver pubblicato su X alcune fotografie ritagliate della moglie e della figlia di Young per attirare l’attenzione del giornalista. Anche una foto di Dirnhuber che aveva pubblicato era volta a “fargli pressione”, ha affermato, aggiungendo di ritenere che il suo comportamento fosse stato “assolutamente ragionevole”.

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