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Asili nido, giungla delle rette: da 80 a 645 euro al mese, gratis solo a Mantova

Roma, 2 ott. (askanews) – La disponibilità di posti e i costi degli asili nido sono un nodo ancora irrisolto del Paese. Il costo dei servizi per la prima infanzia continua a rappresentare una voce significativa per molte famiglie, con delle evidenti disparità territoriali che si aggiungono a quelle già esistenti nella disponibilità e nell’accessibilità dei servizi. E’ quanto rileva uno studio della Uil, che per rendere omogenei e confrontabili i dati ha adottato come parametro di riferimento un bambino all’asilo nido comunale a tempo pieno, considerando, dove previsto separatamente, anche il costo della refezione calcolato su 20 pasti mensili.

Dal report emerge un “dato sconfortante”, dice la Uil. Per le famiglie campionate, l’asilo nido è gratuito solo nel comune di Mantova. Negli altri casi, invece, non solo i servizi per la prima infanzia non sono gratuiti, ma prevedono costi decisamente differenti tra un comune e l’altro. Per i nuclei familiari con un figlio e un Isee fino a 15mila euro si passa dagli 80 euro mensili di Catanzaro ai 460 euro di Chieti. Per le famiglie con un figlio e un Isee fino a 25mila euro si passa dai 100 euro mensili di Catanzaro ai 550 euro di retta del comune di Imperia.

Questi divari territoriali sono resi ancora più complessi dalle differenze nei costi, inglobati o aggiunti alla retta, del servizio mensa. Addizionando anche questa variabile, infatti, le città più virtuose, per i nuclei familiari con un figlio e un Isee fino a 15mila euro, sono Mantova e Messina, con una spesa mensile complessiva di 60 euro, seguite da Catanzaro, con una spesa complessiva di 80 euro, Ragusa con una spesa di 110 euro e Trapani con 111 euro. Le cinque città più care, sempre considerando la combinazione tra retta e costo del servizio mensa, sono Belluno con 553 euro mensili, Prato con 504 euro, Biella con 491 euro, Cuneo con 488 euro e Pistoia con 487 euro. La stessa iniquità si registra anche per i nuclei familiari con un figlio e con un Isee fino a 25mila euro. Si confermano tra le città più virtuose Messina, con una spesa mensile complessiva tra retta e mensa di 80 euro, Catanzaro con 100 euro, Mantova con 102 euro e Ragusa, con 170 euro, seguita da Agrigento con una spesa mensile di 200 euro.

Le città più care sono Udine, con un costo mensile di mensa e nido di 645 euro, Sondrio con 641 euro, Pistoia con 640 euro, Torino con 618 euro e, infine, Varese con ben 605 euro. “È necessario mantenere alta l’attenzione sui servizi educativi per la prima infanzia – commenta il segretario confederale della Uil, Santo Biondo – perché incidono sulle opportunità di crescita delle bambine e dei bambini e sul contrasto alle disuguaglianze fin dai primi anni di vita. Allo stesso tempo, rappresentano una condizione importante per sostenere sia la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro sia l’occupazione femminile”.

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