Il giornale italiano 1° in Québec e in Canada

ULTIM'ORA ADNKRONOS

Amerigo Vespucci, l’Italia che naviga nel cuore del Québec

La nave più Bella del mondo al Vecchio Porto di Montreal

Veduta dell’Amerigo Vespucci al Molo 1 del Vecchio Porto di Montréal – Foto: Sara Barone

 

Dal fascino dei suoi ponti in legno agli Alloggi del Comandante: il racconto del ricevimento del 31 luglio a bordo del maestoso veliero della Marina Militare, tra storia, tradizione, innovazione, convivialità e orgoglio italiano

 

Il ponte superiore dell’Amerigo Vespucci

 

Da sinistra: il Cap. Pasquale Perrotta, Antonio Serrafiore e il Com. Nicasio Falica

 

MONTRÉAL – I suoi imponenti alberi svettano già in lontananza. Poi, avvicinandosi al Molo 1 del Vieux-Port, appare in tutta la sua maestosità l’Amerigo Vespucci, con il grande Tricolore che sventola nel cielo di Montréal. È questa l’immagine che mi accoglie, intorno a mezzogiorno di venerdì 31 luglio, al mio arrivo al ricevimento organizzato per la comunità italo-canadese a bordo della nave scuola della Marina Militare italiana.

 

Più ci si avvicina, più se ne percepiscono le dimensioni e il fascino. Attraversato il ponte d’accesso in legno, si ha quasi la sensazione di lasciare Montréal per entrare in una cittadina italiana galleggiante. Ad accogliere gli ospiti è il tradizionale saluto fischiato dei marinai. Poco più avanti, tra le due scale che conducono al piano superiore del ponte di coperta, fucili, spade, trombe, uniformi e la campana di bordo richiamano la storia e le tradizioni della Marina. Salendo, lo sguardo viene subito catturato dalla timoneria storica e dal ponte di comando. Legno, ottoni, cime e corde intrecciate: ogni dettaglio racconta quasi un secolo di storia e spiega perché il Vespucci sia conosciuto come “la nave più bella del mondo”.

 

Ma sarebbe riduttivo considerarla soltanto una testimonianza del passato. Varata il 22 febbraio 1931 nel Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia, entrò in servizio come nave scuola pochi mesi dopo. Ancora oggi forma gli allievi dell’Accademia Navale e rappresenta l’Italia nel mondo attraverso attività di diplomazia navale, formazione, ricerca e tutela dell’ambiente. È proprio l’equilibrio tra storia e modernità, tradizione e futuro, a renderla unica.

 

La tappa di Montréal, dal 29 luglio al 3 agosto, preceduta da quella di Québec City dal 23 al 27 luglio, rientra nel Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026, iniziativa del Ministero della Difesa e della Marina Militare: 156 giorni e 13 tappe tra Stati Uniti e Canada, con partenza dal Porto Antico di Genova il 9 maggio e rientro previsto a Trieste il 12 ottobre. La Campagna nordamericana segue lo straordinario tour mondiale intrapreso dal Vespucci – al maschile, poiché deriva dall’appellativo tradizionale di “regio legno” – il 1° luglio 2023, a vent’anni dall’ultimo viaggio intorno al globo: un percorso di 20 mesi che ha toccato 35 porti in 30 Paesi e attraversato cinque continenti.

 

Al ricevimento sono presenti numerose personalità della comunità italo-canadese provenienti dal mondo politico e istituzionale, imprenditoriale, associativo, culturale e dell’informazione. Tra gli ospiti anche l’Ambasciatore d’Italia in Canada Alessandro Cattaneo e il Console Generale d’Italia a Montréal Enrico Pavone.

 

Da sinistra: il Com. Nicasio Falica, l’Amb. Alessandro
Cattaneo e il Cons. Enrico Pavone

 

Dopo i saluti del Comandante Nicasio Falica, l’Ambasciatore Cattaneo esprime il sentimento comune: “L’Amerigo Vespucci è molto più di una nave. È un simbolo, è la testimonianza del meglio che l’Italia possa offrire”, per “l’eleganza, la cultura e l’arte”, ma anche per la professionalità che esprime. Ricorda quindi la “grande, importante, ricca e diversificata comunità italo-canadese” e il suo contributo allo sviluppo del Paese, auspicando relazioni tra Italia e Canada “a un livello ancora più strategico”. Chiude richiamando il motto della nave: “Non chi comincia, ma quel che persevera”.

 

Da sinistra: il Com. Nicasio Falica, Roberto Colavecchio, Francesca Sacerdoti, l’Amb. Alessandro
Cattaneo, l’avv. Maria R. Battaglia, il Sen. Tony Loffreda e l’Amm. Attilio de Carolis

 

Da sinistra: il Sen. Basilio Giordano, Francesco Miele, Roberto Colavecchio,
l’Amb. Alessandro Cattaneo, James Di Sano e l’avv. Anna Colarusso

 

La presidente del Consiglio municipale di Montréal, Chantal Rossi, prima italo-canadese a ricoprire questo ruolo, ricorda il contributo degli italiani alla crescita della città. Poi, in italiano, il passaggio più personale: “Come molti abitanti di Montréal, sono orgogliosa delle mie radici italiane. Vedere l’Amerigo Vespucci attraccare a Montréal è per me motivo di sincera emozione”.

 

Particolarmente efficace l’immagine scelta dall’Ammiraglio Attilio de Carolis: “Le navi sono ambasciate galleggianti”. A 3.500 miglia nautiche da Roma, essere a bordo del Vespucci significa trovarsi “su un pezzo d’Italia”. De Carolis ricorda quindi le tre grandi funzioni di una nave militare: diplomazia navale, proiezione di forza e sicurezza marittima.

 

Un concetto ribadito dal Comandante Nicasio Falica, che invita gli ospiti a sentirsi “a casa”. Il Vespucci forma generazioni di ufficiali della Marina, ma da 95 anni svolge anche “il ruolo di ambasciatore”: “un’ambasciata galleggiante e navigante, che porta l’Italia in giro per il mondo”, condividendo “il nostro amore per il mare, l’amore per il nostro Paese e i nostri valori”.

 

Pubblicità

 

Terminati gli interventi, sul ponte cala il silenzio. È il momento degli inni nazionali. Daniela Fiorentino interpreta a cappella prima quello canadese e poi quello italiano. La sua voce si diffonde sul ponte e regala uno dei momenti più intensi della giornata.

 

Poi l’atmosfera cambia. La parte istituzionale lascia spazio alla convivialità e, in questa cittadina italiana galleggiante, non poteva mancare la cucina. Gli chef di bordo preparano un buffet rigorosamente italiano: antipasti sul ponte superiore, quindi primi e secondi piatti, dolci e frutta al piano inferiore. Gli ospiti conversano e si incontrano. Intorno continua a esserci Montréal, ma per qualche ora sembra davvero di essere in Italia.

 

Nel tardo pomeriggio arriva una sorpresa riservata a pochi ospiti: la visita agli Alloggi del Comandante. Attraversata una porta in legno, l’atmosfera cambia. Il rumore e le voci del ponte sembrano improvvisamente svanire. Cimeli, fotografie storiche, vessilli e lo spadino del Comandante accompagnano il percorso verso il salone di rappresentanza, uno degli ambienti più eleganti del Vespucci, quello riservato agli incontri ufficiali e nel quale, nel corso degli anni, sono stati accolti capi di Stato, ambasciatori e personalità provenienti da tutto il mondo. Proseguendo, gli spazi diventano ancora più raccolti e si entra nella dimensione privata del Comandante: il suo ufficio e l’alloggio personale, dove legni e arredi conservano il carattere storico della nave e restituiscono, ancora una volta, quella particolare convivenza tra passato e presente che accompagna l’intera visita.

 

È anche l’occasione per conversazioni informali, in un clima cordiale e disteso. Il Comandante Falica, l’Ammiraglio de Carolis, l’Ambasciatore Cattaneo, il Console Generale Pavone e chi scrive condividono un momento di dialogo, tra considerazioni sulla giornata e riflessioni sul significato della presenza del Vespucci oltre oceano. Un momento semplice e spontaneo, quasi familiare.

 

Infine, il Giardinetto di poppa, una balconata semicircolare impreziosita da fregi in foglia d’oro. Da lì lo sguardo si apre sul fiume e sullo skyline di Montréal.

È forse questa l’immagine che meglio riassume le quasi cinque ore trascorse a bordo. All’inizio, dal Vecchio Porto, era Montréal a osservare il Vespucci; ora, da questo piccolo angolo d’Italia sospeso sull’acqua, è il Vespucci a guardare Montréal.

 

Una nave nata quasi un secolo fa e capace ancora oggi di coniugare tradizione e innovazione, formazione e diplomazia, storia e futuro. Un’“ambasciata galleggiante” che, nelle tappe di Québec City e Montréal, ha avvicinato l’Italia a una delle più numerose comunità italo-canadesi del Nord America.

 

E forse è proprio questa la forza del Vespucci: non limitarsi a rappresentare l’Italia, ma farla vivere. Salire a bordo significa entrare in una cittadina galleggiante dove, tra il legno dei ponti, il Tricolore, i profumi della cucina e il calore delle persone, si respira per qualche ora la calda e accogliente atmosfera di casa.

 

A migliaia di chilometri da Roma, l’Italia non è sembrata poi così lontana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

NOTIZIE RECENTI

Adnkronos

La Messa a bordo e l’incontro con il Comandante Falica

L’Amerigo Vespucci è il veliero della Marina Militare Italiana costruito nel 1931 come nave scuola per l’addestramento degli allievi ufficiali dell’Accademia Navale di Livorno. Costruita e allestita nel Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia (Napoli), varata il 22 febbraio 1931 e consegnata alla Regia Marina il 26 maggio 1931, entra in servizio come Nave Scuola il 6 giugno dello stesso anno.

LEGGI »
Pubblicità

Askanews