Roma, 3 lug. (askanews) – (di Cristina Giuliano)
Il fattore “Italian roots” ha avuto un peso specifico nella sera di ieri a Villa Taverna. La celebrazione della festa del 4 luglio, l’Indipendenza americana, conclusasi con lunghissimi fuochi dartificio – un quarto dora circa – ha visto una presenza politica importante e molto significativa, a partire dal capo dellesecutivo italiano, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel suo discorso Meloni non ha mancato di annotare alla base del legame tra le due “nazioni sorelle” quei “20 milioni di italoamericani che hanno contribuito per generazioni alla prosperità degli Stati Uniti dAmerica”. E tra quei 20 milioni cè, con dichiarata fierezza, il padrone di casa della serata, l’Ambasciatore degli Stati Uniti dAmerica in Italia Tilman J. Fertitta, impeccabile anfitrione con il piglio sicuro del businessman e la capacità molto texana del “Thinking Big”, ovvero il pensare in grande.
Oltre al plauso e allaffetto rivolto alla rappresentanza politica e istituzionale – “Noi amiamo il primo ministro Meloni in America” – Fertitta ha riflettuto con i suoi ospiti sul significato storico (e per lui anche personale) delle radici italiane. Ha ricordato i forti legami tra Usa e Italia, ha espresso il suo apprezzamento per lopportunità di servire come ambasciatore nella nostra Penisola, senza trascurare lonore e la gratitudine. Ha menzionato limportanza della relazione italoamericana, esprimendo contemporaneamente il proprio supporto alle politiche del “Buy American” del presidente degli Stati Uniti dAmerica Donald Trump. Non ha dimenticato limportanza degli studenti statunitensi che sono in Italia, enfatizzando il significato che ha per loro e quindi per gli Usa, lefficientissimo Consolato Generale americano a Firenze: “abbiamo parlato con il presidente Trump e l’amministrazione di quanto sia importante mantenere quellufficio aperto, per sempre”. Per notare inoltre che “ci sono oltre 40.000 studenti statunitensi che scelgono di studiare all’estero in un Paese meraviglioso come l’Italia, molto più di qualsiasi altra nazione in questo grande mondo in cui viviamo”, ha aggiunto.
Ma la parte forse più commovente del discorso dellambasciatore è stata quella espressamente dedicata alle “Italian roots”: “Negli ultimi 20 anni, ho visitato l’Italia molte volte e ho potuto ammirarne la bellezza e il calore della gente. È un’ospitalità senza pari. Il mio bisnonno lasciò l’Italia nel 1887 per costruirsi una nuova vita in America, ed è uno dei motivi per cui sono qui stasera”, ha detto Fertitta, per poi aggiungere un pensiero davvero toccante ai suoi antenati: “vorrei solo che potessero vedere che sono tornato qui oggi per rappresentarli. È un grande onore, date le mie origini italiane, essere ambasciatore degli Stati Uniti in questo grande Paese e rappresentare la mia eredità” ha dichiarato.
A nessuno sfugge che Fertitta, con la sua biografia, è anche un caso esemplare di successo degli italiani in America. E il suo arrivo in Italia, oltre ad essere un segnale politico eloquente, cade alla vigilia di importanti traguardi e festeggiamenti per gli americani. Il prossimo anno saranno infatti i 250 anni dellIndipendenza: anniversario fondamentale che gli americani chiamano “America250” (america250.org), per il quale proprio questo 4 luglio inizia il countdown mentre si prepara unimportante iniziativa per ispirare il pubblico internazionale a esplorare la ricca storia, il patrimonio, i paesaggi mozzafiato e la cultura a stelle e strisce lungo tutto il 2026 (anche grazie a una partnership strategica tra America250 e Brand Usa, l’organizzazione ufficiale di promozione turistica della nazione e alla campagna “America the Beautiful”). E sempre nel 2026 compirà 100 anni liconica e leggendaria Route 66 che attraversa gli Stati Uniti dAmerica e per la quale il Texas di Fertitta è proprio a metà strada.
E il turismo insieme con le “Italian roots”, è una voce importante, che racconta lo stretto legame reciproco tra i due Paesi. “Oltre 17 milioni di americani hanno le loro radici in Italia. Oltre 275.000 americani scelgono di vivere qui oggi perché è un Paese meraviglioso e, cosa più importante, oltre 14 milioni di persone si recheranno in Italia quest’anno, più di qualsiasi altra nazione al mondo” ha detto lambasciatore. “Questo vi dice cosa pensano gli americani dellItalia”, ha aggiunto.
