Dopo l’esibizione all’audizione nazionale dell’11 novembre scorso, i due talentuosi artisti italo-canadesi inseguono il sogno di essere accolti nella prestigiosa accademia, portando con sé identità, memoria e passione lirica. Il racconto dei loro percorsi artistici
MONTRÉAL – Dopo il Talent Gala dell’11 novembre scorso alla Salle Wilfrid-Pelletier di Place des Arts, l’Opéra de Montréal è alla ricerca dei prossimi talenti emergenti da accogliere nell’Atelier Lyrique per la stagione teatrale 2026/2027.
I candidati selezionati, solitamente scelti tra i finalisti dell’audizione nazionale, avranno l’opportunità di perfezionare la propria arte affiancati da maestri di fama internazionale e di collaborare con artisti affermati. L’Atelier Lyrique rappresenta infatti un percorso di alta formazione e una concreta porta d’ingresso nel panorama operistico professionale.
Tra i possibili ammessi spiccano due giovani italo-canadesi: la mezzosoprano Alessia Francesca Vitali e il tenore Jeremy Scinocca, entrambi protagonisti al Talent Gala, con Scinocca vincitore del Grand Prix du Jury.
Alessia è un’italo-canadese di terza generazione, cresciuta tra due diverse storie migratorie familiari, che hanno contribuito a formare una forte identità culturale. Jeremy proviene invece da una famiglia italo-canadese profondamente radicata in Canada da più generazioni, con origini in Molise, Puglia e Veneto


Alessia Francesca Vitali: “Cantare in italiano è il modo più profondo che ho per sentirmi a casa”
Mezzosoprano di Montréal, Alessia Francesca Vitali ha costruito il proprio percorso artistico tra Québec, Ontario e Alberta. Dopo aver conseguito un Master in interpretazione operistica all’Università di Toronto, oggi è membro del McPhee Artist Development Program dell’Opera di Calgary, dove continua a perfezionare una voce che al Talent Gala ha colpito per calore ed eleganza, in particolare nell’interpretazione di Sein wir wieder gut da Arianna a Nasso di Richard Strauss.
“Sono nata Montréal, ho studiato a Toronto e ora vivo a Calgary come artista della Calgary Opera”, ci ha raccontato. Nonostante i numerosi spostamenti, il legame con le radici resta centrale: “Il mondo dell’opera mi fa sentire vicina all’Italia, soprattutto quando canto in italiano”.
Un sentimento coltivato anche in ambito familiare: “Mia madre ci ha sempre tenuti molto vicini alla cultura tricolore. Seguiamo Sanremo, l’Eurovision, ascoltiamo musica italiana, in particolare i Måneskin”. La memoria affettiva è altrettanto centrale: “Penso spesso a mio nonno Luigi, che cantava canzoni popolari italiane con me. Anche quando soffriva di Alzheimer, la musica era una delle poche cose che non dimenticava. Questo mi ha fatto capire quanto la musica rimanga con noi, indipendentemente da tutto”.
Dopo le prime esperienze teatrali, Alessia è passata dai musical allo studio del canto lirico. “Ho iniziato con Voi che sapete da Le nozze di Figaro e ho capito che questa sarebbe stata la mia strada”. Dopo il DEC (Diplôme d’Études Collégiales) in musica al Vanier College e gli studi universitari a Toronto, oggi è al secondo anno del Young Artist Program della Calgary Opera.
Tra le sue fonti di ispirazione cita Puccini e Strauss, oltre a interpreti come la mezzosoprano spagnola Teresa Berganza, definita come “un modello di eleganza, intelligenza musicale e naturalezza”, e la mezzosoprano italo-canadese Emily D’Angelo. “È una figura che ammiro molto. È moderna, autentica e molto consapevole artisticamente anche per il suo percorso internazionale”.
La partecipazione al Talent Gala è stata una tappa fondamentale. “Essere selezionata tra nove finalisti su 144 candidati è stato un sogno”. Guardando al futuro, Alessia spera di esibirsi in Nord America e in Europa, con un desiderio speciale: “Vorrei esibirmi in Italia”.
Jeremy Scinocca: “Più canto in italiano, più mi sento connesso alla mia eredità”

Tenore residente a Toronto, Jeremy Scinocca ha scoperto il legame con le proprie radici italiane soprattutto attraverso l’opera. Ex allievo del Yulanda M. Farris Young Artist Program dell’Opera di Vancouver, al Talent Gala ha interpretato Che gelida manina da La Bohème, conquistando pubblico e giuria.
Cresciuto in Canada da genitori di terza generazione, Jeremy ha raccontato come l’identità italiana sia emersa gradualmente. “Era naturale sentirsi semplicemente canadesi. I miei genitori erano cresciuti qui e non parlavano italiano”. “È stato cantando in italiano che ho iniziato a percepire una connessione più profonda con la mia eredità”. Un legame che, secondo il tenore, ha anche una dimensione fisica ed emotiva e che influenza il suo modo di interpretare i personaggi.
La passione per il canto è nata molto presto. “Mio padre scherza dicendo che cantavo già nella culla”, ha raccontato sorridendo. Dopo un inizio nei musical, l’ascolto delle grandi voci del passato – Caruso, Corelli e Del Monaco in primis – ha segnato la svolta: “Studiavo il modo in cui questi grandi artisti riuscivano a unire potenza vocale, personalità e sincerità emotiva”. Jeremy ha poi studiato a Toronto e a Montréal, conseguendo Bachelor e Master alla McGill University.
Essere selezionato per il Talent Gala è stato motivo di grande soddisfazione. “In questo mestiere si ricevono molti ‘no’. Arrivare a una finale così importante è stato un onore”. La vittoria del Grand Prix du Jury è arrivata senza aspettative e con grande soddisfazione: “Ero consapevole e orgoglioso di quello che avevo fatto sul palco. Quando hanno letto il mio nome, è stata una gioia immensa”.
Con lo sguardo rivolto al futuro, Jeremy punta a una carriera internazionale: “Vorrei esibirmi in tutto il mondo, soprattutto in Europa”. L’Atelier Lyrique? “Sarebbe un grande onore. È un luogo in cui mi piacerebbe moltissimo crescere artisticamente”.
Uno sguardo comune verso l’Atelier
Pur provenendo da percorsi diversi, Alessia e Jeremy condividono talento, disciplina e un rapporto profondo con la tradizione lirica italiana, reinterpretata attraverso l’esperienza italo-canadese. I risultati ottenuti finora testimoniano una maturità artistica già ben definita. A entrambi va l’augurio di proseguire il proprio cammino all’interno dell’Atelier Lyrique dell’Opéra de Montréal, continuando così a crescere e a portare con orgoglio il loro talento sui palcoscenici di tutto il mondo.





