Roma, 20 ott. (askanews) – Il primo ministro albanese Edi Rama ha denunciato una “guerra ibrida” che, a suo avviso, è all’origine delle violente manifestazioni che da una settimana scuotono Tirana, in vista di una “marcia di solidarietà” dei docenti universitari a sostegno degli studenti. Ne dà notizia il sito del quotidiano francese Le Figaro.
Dopo diversi mesi di manifestazioni, per lo più non violente, contro un progetto di complesso turistico legato alla famiglia del presidente americano Donald Trump, da martedì scorso, sottolinea la testata transalpina, Tirana è sconvolta dalle violenze che hanno costellato le proteste degli studenti. Questi ultimi sono scesi in piazza per denunciare le pessime condizioni di studio e la corruzione, ma anche per chiedere le dimissioni del socialista Edi Rama, al potere dal 2013.
La violenza, ha sostenuto Rama, è “orchestrata da mani addestrate a tale scopo e alimentata dall’esterno, da attori stranieri una realtà che sta diventando un tema di primaria importanza in tutta Europa”. L’obiettivo di queste “mani che si sono intromesse” nelle manifestazioni, secondo il primo ministro “assolutamente legittime”, è quello di “frenare il progresso del Paese” e di “bloccare il processo dei negoziati” per l’adesione di Tirana all’Unione europea.





