Firenze, 8 nov. (askanews) – Come banche italiane “siamo favorevoli alle due soluzioni: alleuro digitale, ma guardiamo anche a che ci possano essere soluzioni in mano a un sistema bancario regolamentato, con cui si possa immaginare la coesistenza di due approcci. Lo ha affermato Marco Elio Rottigni, direttore generale dellAbi durante un seminario dell’associazione a Firenze.
La nostra posizione è chiara – ha spiegato -: il mandato dei nostri associati, anche deliberato dal Comitato esecutivo, è da una parte di lavorare sotto la spinta della Banca centrale europea, che chiede di collaborare sulleuro digitale. Dallaltra, di lavorare a sistemi di pagamento integrati tra paesi”, in particolare con i progetti in corso nellUnione europea.
Poi su queste tematiche, “magari in altri paesi cè più spinta su soluzioni privatistiche”, ha detto in riferimento agli Usa, dove lamministrazione Trump punta sulle stablecoin. “Gli americani hanno detto apro tutto alle stablecoin, la Cina ha detto apro tutto alla valuta digitale della banca centrale (Cbdc). Noi siamo in mezzo – ha proseguito Rottigni – siamo consapevoli del fatto che se vogliamo parlare di sovranità monetaria possiamo solo andare verso un concetto di euro digitale, tuttavia siamo convinti che ci siano situazioni ibride e che possono coesistere situazioni diverse”.
Peraltro “siamo assolutamente favorevoli al concetto di euro digitale, ma queste cose costano”, non solo in termini di infrastruttura, che ricade sulle autorità, ma anche come costi operativi per le banche. Quindi “siamo favorevoli (anche) a una moneta di banca commerciale, più snella, che si sviluppi con più velocità”.
“Quello che non possiamo fare – ha avvertito il direttore generale dellAbi – è restare indietro. Bisogna offrire ai cittadini europei uno strumento che sia fruibile. (fonte immagine: Banca d’Italia).
