Elezioni comunali in Québec
MONTRÉAL – Domenica 2 novembre, gli elettori di 847 municipalità del Québec si recheranno alle urne per eleggere sindaci e consiglieri. A Montréal, la posta in gioco è alta: saranno scelti 103 rappresentanti, ovvero il Sindaco della città, 18 sindaci di arrondissement, 46 consiglieri comunali e 38 consiglieri di arrondissement. Un appuntamento cruciale per definire il futuro politico e amministrativo della metropoli quebecchese per i prossimi quattro anni.

La competizione di quest’anno è particolarmente accesa: 421 candidati si contenderanno i 103 seggi, un numero significativamente superiore rispetto ai 298 del 2017 e ai 340 del 2021. In cima alla corsa per la poltrona di sindaco troviamo Soraya Martinez Ferrada (Ensemble Montréal – Équipe Soraya), che, secondo un recente sondaggio Segma commissionato da Radio-Canada, guida con il 26% delle intenzioni di voto. La seguono Luc Rabouin (Projet Montréal – Équipe Luc Rabouin) con il 18% e Gilbert Thibodeau (Action Montréal – Équipe Gilbert Thibodeau) con l’8%. Gli altri cinque candidati – Jean Duval, Fang Hu, Jean-François Kacou, Katy Le Rougetel (tutti indipendenti) e Craig Sauvé (Transition Montréal – Équipe Craig Sauvé) – raccolgono consensi tra il 3% e il 5%. Tuttavia, con un 37% di elettori ancora indecisi, la gara rimane incerta e aperta a sorprese. Il voto anticipato, tenutosi domenica 26 ottobre, ha visto un’affluenza del 9,3%, in calo rispetto al 12,9% del 2021. A Montréal, 200 seggi elettorali sono stati aperti dalle 12 alle 20 per accogliere gli elettori. Per la prima volta, alcune urne sono state allestite nei Cégeps e nelle Università, con la possibilità di votare fino al 29 ottobre. Il giorno delle elezioni, il 2 novembre, i seggi saranno aperti dalle 10 alle 20. Possono votare i cittadini canadesi di almeno 18 anni, residenti a Montréal da almeno sei mesi, muniti di un documento d’identità valido e iscritti nell’elenco elettorale permanente. La campagna elettorale si è concentrata su temi cruciali per il futuro della città: sviluppo urbano, trasporti pubblici, sicurezza, politiche ambientali e gestione dei servizi municipali. I candidati hanno cercato di mobilitare un elettorato tradizionalmente poco partecipativo: negli ultimi dieci appuntamenti elettorali, l’affluenza media a Montréal è stata del 43%, con un picco del 50% nel 1998 e un minimo del 34,9% nel 2005. Nel 2021, solo il 38% degli aventi diritto si è recato alle urne, mentre a Laval l’affluenza è stata ancora più bassa, fermandosi al 28%. Il sistema elettorale è il maggioritario uninominale a turno secco: per ogni carica, vince il candidato con il maggior numero di voti, senza necessità di una maggioranza assoluta. Questo meccanismo rende ogni voto fondamentale, specialmente in una competizione frammentata come quella attuale. (V.G.)





