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A Lazio e Abruzzo serve la diaspora italiana

 

Lo scorso 22 novembre sono stato invitato a partecipare, a Caramanico Terme, in Provincia di Pescara, a una conferenza congiunta delle regioni Lazio e Abruzzo dedicata alla valorizzazione della diaspora italiana e al Turismo del Made in Italy come leva strategica di sviluppo economico e territoriale. Si trattava della tappa conclusiva del programma Italian Routes – Beyond Roots. Il mio intervento è avvenuto in videoconferenza, trovandomi in Messico per una fiera. L’evento ha richiamato personalità di rilievo nazionale, regionale e internazionale.

 

La tappa di Caramanico Terme — parte del ciclo interregionale Italian Routes – Beyond Roots — ha riunito istituzioni, imprese, operatori, università e rappresentanti della diaspora, proseguendo il dialogo avviato due settimane prima a Fiuggi, nel Lazio.
Il percorso condiviso sta delineando un modello innovativo di diplomazia economica delle radici, fondato sul Made in Italy e sulle connessioni globali.

 

Il Sindaco di Caramanico Terme, Franco Parone, ha aperto i lavori ricordando il valore identitario del territorio e il crescente interesse internazionale verso i borghi abruzzesi, sottolineando la disponibilità del Comune a sostenere il percorso Radici e Imprese.
L’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Abruzzo, Tiziana Magnacca, ha evidenziato come “il desiderio di italianità nel mondo sia molto più forte di quanto immaginiamo” e come le aree interne rappresentino un patrimonio strategico per l’attrattività internazionale.

 

Nel suo saluto istituzionale, inviato per l’occasione, la Vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, ha confermato la piena disponibilità alla collaborazione interregionale, richiamando il ruolo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e l’integrazione tra Radici e Imprese e il programma Italea, pensato per superare il turismo “mordi e fuggi” e promuovere un “turismo lento”.
Anche il contributo video del consigliere MAECI Giovanni Maria De Vita ha ribadito l’importanza del lavoro interistituzionale e del turismo delle radici come ponte economico e culturale tra le comunità italiane all’estero e i loro territori d’origine.

 

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Durante l’evento è stata presentata Mavivo Experience, la nuova piattaforma digitale dedicata al Turismo del Made in Italy, sviluppata da Italea Abruzzo insieme a NeverEndingTourism, agenzia inglese specializzata in percorsi esperienziali. La piattaforma offrirà esperienze autentiche nei luoghi dove nasce il valore italiano — borghi produttivi, botteghe, laboratori artigiani, aziende — diventando un nuovo tassello dell’ecosistema Radici e Imprese.

 

Ulteriori contributi sono arrivati dal Centro Laudato Sì dello Stato della Città del Vaticano e da rappresentanti della diaspora, con interventi da Argentina e Stati Uniti. Nel mio videomessaggio ho sottolineato l’importanza di creare nuove opportunità in campo audiovisivo per consentire agli italo-discendenti di riscoprire i territori d’origine e comprenderne la storia.

 

Nel quadro del ciclo interregionale è stato confermato anche l’interesse già emerso a Fiuggi da parte della rete delle Camere di Commercio Italiane all’Estero e della Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo. L’iniziativa — promossa da Italea Abruzzo, Italea Lazio e NeverEndingTourism — proseguirà nel 2026 con nuovi appuntamenti e con la costruzione di un ecosistema dedicato alla valorizzazione del Made in Italy, dell’identità italiana e della diaspora nel mondo.

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