Giunto alla conclusione del suo incarico, il Console commerciale d’Italia torna a Roma con un bilancio positivo: i risultati del mandato, la collaborazione istituzionale e il legame speciale con la comunità italiana

de Il Cittadino dall’editore Basilio Giordano
MONTRÉAL – Era agosto del 2022 quando il giovane Fortunato Mangiola, allora 32enne, arrivava a Montréal per la sua prima esperienza consolare. Prima del suo arrivo in Québec, aveva ricoperto il ruolo di Vice Capo dell’Ufficio Africa occidentale e di Vice Capo Missione presso l’Ambasciata d’Italia a Khartoum, in Sudan.
Molto apprezzato dalla comunità italiana, sia quella storica sia quella più recente, composta dai nuovi expat, per il suo savoir-faire e la capacità di creare gruppo e instaurare relazioni personali e professionali, il Console commerciale è riuscito in questi quattro anni a ottenere importanti risultati, che “lo rendono orgoglioso” e che lui stesso definisce “estremamente positivi”. A prendere il suo posto sarà Ginevra Buccilli, ex Segretaria di Legazione presso la Farnesina a Roma, dove ha prestato servizio come funzionaria per l’Ufficio III (Energia, ambiente e transizione ecologica) nell’ambito della Direzione Generale per la Mondializzazione e le Questioni Globali.
Il 9 ottobre, Fortunato è venuto a trovarci alla redazione de Il Cittadino Canadese per salutarci e ha voluto condividere con noi un bilancio del suo mandato.
“L’esperienza è andata oltre le aspettative”
“Quando sono arrivato si trattava della mia prima esperienza in un Consolato ed ero curioso di affrontare questa nuova sfida. Da Roma c’è sempre un po’ di timore rispetto al servizio consolare per la pressione legata al grado di esigenza della collettività e della circoscrizione. Ma nella comunità italiana di Montréal ho trovato una realtà che ha reso più facile il mio lavoro. L’esperienza è andata oltre le aspettative”.
“Grazie all’estrema dedizione di tutto il personale, sono stati raggiunti risultati molto positivi nell’erogazione dei servizi consolari. E tanto ancora si può fare. Sono sicuro che questo percorso di miglioramento continuerà anche nei prossimi anni”.

Tra gli aspetti che lo rendono più orgoglioso c’è il rafforzamento della presenza esterna del Consolato. “Sono molto contento della proiezione esterna, che a mio avviso si è rafforzata molto: non solo con una presenza sui social media sempre più capillare, ma anche con la partecipazione ai principali eventi della collettività italiana e non solo, oltre che a rassegne, fiere e manifestazioni culturali in Québec e nel resto della circoscrizione consolare”.
I rapporti con le istituzioni e le sfide del mandato
Il lavoro di Mangiola si è sviluppato anche attraverso la collaborazione con le istituzioni locali e italiane, contribuendo a consolidare i rapporti economici e commerciali tra Québec e Italia. “In questi quattro anni è stata estremamente positiva la cooperazione del Consolato con il Ministero delle Relazioni Internazionali e della Francofonia del Québec e, per estensione, con la Delegazione del Québec in Italia. Un rapporto franco e di leale collaborazione che ci ha portato a realizzare numerose iniziative insieme”.
Tra gli esempi figurano l’evento sul settore aerospaziale organizzato a margine di Aeromart nel 2025 e la partecipazione di delegazioni italiane a fiere in Québec, come OLM, dedicata all’intelligenza artificiale. A queste iniziative si sono aggiunti gli incontri istituzionali di alto livello, che hanno contribuito a rafforzare i legami tra i due territori. “Tra i momenti che più hanno contribuito a rafforzare i rapporti ci sono stati la visita del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del G7 di Charlevoix nel marzo 2025, alla quale ho avuto l’onore di partecipare, e, nel dicembre dello stesso anno, quella del viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini”.
Non sono mancati, tuttavia, periodi particolarmente impegnativi. “Durante il mio mandato ci sono stati momenti di particolare pressione sul Consolato generale. Penso alla fase finale dell’organizzazione delle elezioni politiche del 2022, al referendum del 2025 e alla gestione degli adempimenti successivi alle elezioni del Com.It.Es. del 2021. Sono stati momenti esigenti dal punto di vista lavorativo”. Impegni affrontati, sottolinea, grazie “alla guida di un capo esperto come il Console generale Enrico Pavone e al supporto di una squadra consolare molto motivata e determinata”.
Gli Italiens de Montréal, un progetto del cuore
Al di là degli impegni professionali, c’è un progetto al quale Mangiola è particolarmente legato: la squadra di calcio degli Italiens de Montréal, nata nel febbraio 2024 e diventata un punto di riferimento per socialità e amicizie. “Il progetto a cui tengo di più è quello della squadra di calcio degli Italiens de Montréal. Nell’inverno del 2023 stavo attraversando un momento difficile dal punto di vista personale. Ricordo che mi apparve in sogno mio padre, che mi invitava, in quel momento un po’ buio, a fare qualcosa che mi dava molto piacere quando ero piccolo”. Da bambino, nel suo paese in Calabria, gli piaceva organizzare tornei di calcio. Da quel ricordo è nata l’idea di mettere insieme una squadra anche a Montréal. “Ho iniziato a chiedere a chiunque incontrassi se fosse interessato a giocare a calcio, coinvolgendo anche te. A febbraio del 2024 sono nati gli Italiens de Montréal, inizialmente con qualche amichevole e poi, piano piano, partecipando alle leghe amatoriali della città”.
Un’iniziativa che ha finito per assumere un significato ben più ampio di quello sportivo. “La partita era qualcosa che aspettavo con trepidazione, ma soprattutto i rapporti di amicizia e il gruppo che si è creato attorno alla squadra sono stati preziosi per uscire da quel momento difficile e godermi al massimo la mia permanenza a Montréal”.
Un legame che Mangiola spera possa continuare anche dopo la sua partenza. “È un progetto al quale ho dedicato tempo ed energie e spero che possa proseguire ancora a lungo. Sono fiducioso che i miei compagni riusciranno a portarlo avanti ed espandere questa bella iniziativa”.
Le persone e le storie che porterà con sé
Nel ripercorrere il suo percorso, Mangiola ricorda i colleghi con cui ha avuto la fortuna di lavorare: gli Ambasciatori Andrea Ferrari e Alessandro Cattaneo, la Console generale Silvia Costantini e, più a lungo, il Console generale Enrico Pavone. “La sua meticolosità, la sua serietà, ma anche la sua pazienza, la sua comprensione e il suo modo umano di gestire l’ufficio sono stati per me un insegnamento prezioso che cercherò di portare con me”.
Ma sono soprattutto le storie della comunità italiana ad aver lasciato un segno. “Ho conosciuto persone che hanno dato un contributo elevato alla società quebecchese e canadese. Essere partecipe delle loro storie di successo e di crescita è stato fonte di grande ispirazione. Sono storie che rappresentano un modello che cercherò di portare con me in Italia”. Senza citare nessuno in particolare, Mangiola sottolinea il valore dell’esperienza collettiva degli italiani in Canada: “Penso alle persone spesso arrivate con poco o niente che, con sacrifici, sono riuscite a raggiungere grandissimi risultati in tutti i campi. È stato per me un grande piacere poter scoprire queste storie e sicuramente le porterò con me”.
Il ritorno a Roma e la voglia di tornare a Montréal
“Lasciare persone con cui ho stretto legami durante questi anni è molto difficile. Nel mio caso, però, ho un vantaggio: questo trasferimento mi consentirà di ricongiungermi con la mia famiglia. Questo aiuta ad affrontare una transizione delicata. Poi, sarò anche più vicino alla mia amata Calabria, un ulteriore fattore di consolazione”.
Nella capitale tornerà a lavorare alla Farnesina. Per le prossime destinazioni all’estero bisognerà invece attendere: la normativa prevede almeno due anni a Roma, nella sede centrale del Ministero degli Affari Esteri.
E Montréal? L’ipotesi di un ritorno non è affatto remota. “Motivi familiari importanti mi legano al Québec, quindi, senza fare promesse, è probabile che nel 2027 ritorni da queste parti”.
Della città gli mancheranno “la facilità di andare in bicicletta, i parchi bellissimi e la possibilità di praticare sport in strutture pubbliche di primissima qualità. Quest’estate ho giocato a tennis, a beach volley e a calcio, muovendomi soltanto in bicicletta. Non è facile trovare tutto questo in una grande città. Da questo punto di vista, Montréal è davvero strepitosa”.
Ma, soprattutto, gli mancherà il calore della comunità italiana, sia quella storica che quella di più recente immigrazione. “Sono le persone che ho frequentato di più e che sicuramente mi mancheranno parecchio”.
Dalla famiglia de Il Cittadino Canadese, il più sentito grazie, Fortunato! Ti auguriamo un futuro personale e professionale fecondo, ricco di soddisfazioni e di stimolanti prospettive!





