Il giornale italiano 1° in Québec e in Canada

ULTIM'ORA ADNKRONOS

La crisi americana

Gli USA attraversano da tempo una crisi sottotraccia dovuta al progressivo sbriciolamento dei fondamenti del mito americano; e oggi tutto è peggiorato a causa del comportamento pericolosamente instabile di Donald Trump. Questi fondamenti sono: un futuro luminoso con un’economia in continua crescita e con il successo individuale garantito per chiunque possedesse spirito d’iniziativa e laboriosità; una schiacciante superiorità militare rafforzata dalla presenza di basi americane in ogni parte del mondo; la supremazia tecnologica; il miracoloso melting pot che fino all’altro ieri trasformava rapidamente gli immigrati in americani doc; l’ineguagliabile modello di vita, sociale e morale – l’american way of life – con i suoi eroi cinematografici alla Gary Cooper e alla John Wayne, e con registi come Frank Capra, John Ford, Vincent Minnelli inneggianti all’ottimismo. Oggi, Hollywood con i suoi effetti speciali è divenuta invece un inno all’orrore, alla violenza, ai cataclismi, alle esplosioni. I suoi film sono bui, grotteschi, pieni di sangue e di mostruosità, come fatti da bambini dementi per altri bambini dementi.

 

 L’America, devastata dalla droga e dove i derelitti dormono all’addiaccio, è un Paese dove è consigliabile che ognuno pensi a se stesso, e dove il sistema sanitario è a pagamento e costa tantissimo. La violenza armata è un vero cancro. Le prigioni sono in gran numero e superaffollate. Le città americane, se raffrontate alle città europee, appaiono esperimenti architetturali e sociali mal riusciti, con le loro armate Brancaleone di senza tetto affetti da patologie varie, accampate ai margini dei quartieri bene. Il melting pot, fattore di affiatamento e di coesione, ha ceduto il posto al multiculturalismo. Oggi si può vivere a Miami, maggioritariamente ispanofona, senza conoscere una parola d’inglese. L’immigrazione, che non è più europea, ha modificato la composizione etnica e culturale del popolo americano.

 

La fine del comunismo ha messo fine alla giustificazione del ruolo politico-morale-militare svolto dagli americani attraverso il pianeta. Oggi, il poco allettante presente e la coscienza degli eccessi del passato hanno fortemente intaccato l’immagine dell’America e la sua pretesa superiorità morale di Paese buono e giusto, e la sua falsa promessa di un futuro sempre migliore per i suoi abitanti.

 

Pubblicità

 

Donald Trump ha combattuto l’autolesionistica “political correctness” demonizzante il passato dell’Occidente. Ma accanto a questa rara nota positiva del suo mandato, cui io aggiungerei anche la sua avversione a mondialismo e globalizzazione (con il ritorno negli USA di molte industrie prima delocalizzate all’estero), il presidente americano con i suoi atteggiamenti da pazzoide ha creato diffidenza e allarme tra i suoi stessi alleati. Tra i suoi  più gravi torti vi è il comportamento vergognoso da lui tenuto nei confronti del nostro Canada, trattato come una pezza da piedi. Ma sono soprattutto il patologico cordone ombelicale con Netanyahu, e i conseguenti attacchi all’Iran, e il sostegno ad Israele nella sua azione di distruzione della popolazione palestinese, ad aver fatto toccare agli USA il loro nadir politico e morale.

 

Il futuro, anche a causa degli incombenti disastri ecologici, lascia poco da ben sperare. Vi è poi la Cina, straordinaria potenza economica, tecnologica e militare, che non cessa di rafforzarsi e di espandere la propria presenza nel mondo, insidiando sempre più la supremazia americana.

 

Gli europei, cui Trump ha volto le spalle, non dovrebbero tuttavia essere troppo catastrofici. Dopotutto, l’impero Usa non è l’impero asburgico, e l’abbandono da parte di Trump dell’Europa non causerà il disastro che il Vecchio Continente conobbe allora, con la fine degli Asburgo, e da cui non si è mai più risollevato. Paradossalmente, la minaccia del disastro, o del quasi disastro, giunge invece ai paesi europei da quella imbragatura geopolitica alla Frankenstein o alla Procuste, nota sotto il nome di Ue, Eu, che oggi li deforma e snatura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

NOTIZIE RECENTI

Adnkronos

Pubblicità

Askanews