
(Prima parte)
MONTRÉAL – La missione di una galleria d’arte non è solo quella di vendere alcuni dipinti di artisti più o meno noti o di grande fama, ma anche quella di educare. La maggior parte delle persone che visitano le gallerie d’arte hanno una conoscenza molto limitata della storia e del mercato dell’arte. A mio avviso, spetta ai galleristi insegnare i rudimenti della storia dell’arte, di promuovere l’arte e stimolare le persone ad apprendere. Le gallerie devono incoraggiare i giovani artisti ad esprimersi offrendo loro uno spazio adeguato per esporre le proprie opere.
Una delle gallerie più importanti del Canada, la Dominion Gallery, fu fondata nel 1941 da Rose Milmann. L’anno seguente, nel mese di marzo, in quella stessa galleria d’arte, Maurice Gagnon (1912-1999) il più autorevole critico d’arte dell’epoca, organizzò una mostra retrospettiva di Goodridge Roberts (1904-1974). Per l’occasione l’artista Jacques de Tonnancour (1917-2005) scrisse: “Le pareti della piccola galleria riassumevano e illustravano concretamente le varie fasi creative attraverso cui Roberts era passato dai suoi esordi”.


Fin dall’inizio, la Dominion Gallery dedicò molto tempo all’organizzazione di mostre, sia di un singolo artista che di un gruppo di artisti. Nel 1943 la galleria organizzò cinque mostre personali e tre collettive. Gli artisti invitati per le mostre personali furono: Goodridge Roberts, Jacques De Tonnancour, poi dal 29 maggio al 9 giugno il grande pittore cubista Fernand Léger (1881-1955) espose venticinque dipinti. Nel mese di ottobre, Paul Émile Borduas (1905-1960) espose le sue opere e, infine, Jean Paul Mousseau (1927-1991) completò la serie di esposizioni del 1943. In quello stesso anno gli artisti P.E. Borduas, Alfred Pellan (1906-1988), Maurice Gagnon, che è anche l’organizzatore, e lo scrittore François Hertel (1905-1985) furono i giudici della mostra collettiva di un gruppo di artisti che contribuiscono al movimento artistico d’avanguardia in Canada chiamato Sagittaires. Padre Pierre Couturier (1897-1954), frate domenicano francese e sacerdote cattolico, figura di spicco nel rinnovamento dell’arte sacra e convinto sostenitore dell’apertura della Chiesa all’arte contemporanea in Francia, si dedicò anche alla progettazione di vetrate artistiche. Durante una visita a Montréal, incoraggiò e sostenne i giovani artisti partecipanti, invitandoli a confrontarsi con i linguaggi più moderni dell’arte. Un’altra importante mostra collettiva vide protagonisti i membri del famoso Gruppo dei Sette. Maurice Gagnon ebbe il compito di organizzare la quinta mostra della Società d’Arte Contemporanea, alla quale parteciparono P.E. Borduas, J. De Tonnancour, John Lyman (1886-1967), Philip Surrey (1910-1990), Pierre Gauvreau (1922-2011), Louis Muhlstock (1904-2001), Charles Daudelin (1920-2001) e Goodridge Roberts. Questa fu l’ultima mostra collettiva del 1943.

Nel primo periodo di attività della galleria, le mostre non avevano generalmente temi o titoli specifici. I biglietti d’invito riportavano semplicemente il nome dell’artista, accompagnato da formule come “Dipinti recenti” o “Opere recenti”. Le opere esposte riflettevano, nella maggior parte dei casi, la produzione più recente dell’artista: paesaggi e nature morte per autori come Roberts e De Tonnancour, oppure lavori astratti e semi-astratti, come nel caso di Borduas. È alla fine degli anni quaranta che alcune mostre cominciano ad avere temi ben definiti, ad esempio: La Peinture naïve (Mary Bouchard) 1947; A.Y. Jackson (1882-1974): Thirty Years of Painting, 1948; o West Coast Painting di Edward J. Hughes (1913 2007), 1951, e così via; fino alle mostre che ebbi l’onore di curare: Est-hetic: Four Artists from Eastern Europe (1993), Da Campigli a Paladino: Italian Masters of the Twentieth Century (1994) o Radici: Sculture e dipinti di artisti di origine italiana (1998), che ha visto la partecipazione di Umberto Bruni, ex direttore e curatore della galleria dell’UQAM, nonché di Francesco Iacurto, pittore molto apprezzato in Canada, dell’artista Guido Molinari e dello scultore Mario Merola.
Dr. Max Stern (1904-1987), che nel 1947 divenne proprietario della galleria, dedicò tutta la sua vita a promuovere l’arte canadese, senza dimenticare quella europea. Ogni anno il dottor Stern e i suoi collaboratori organizzavano in media cinque mostre personali e collettive. Per lui non erano importanti né il genere né il materiale utilizzato dagli artisti; ciò che contava davvero era la qualità dell’opera, l’armonia dei colori e il rispetto delle proporzioni. Per i collezionisti era diverso: il materiale utilizzato era importante, la pittura a olio era preferita all’acrilico, la gouache all’acquerello e l’acquerello al pastello o alla grafite. Per questi stessi clienti, anche il genere e il soggetto dell’opera erano – e sono tuttora – altrettanto importanti: un paesaggio con un lago o un fiume è sempre preferito a uno senza acqua. Una natura morta o un ritratto di donna hanno maggiori probabilità di essere venduti rispetto a un ritratto di uomo, e così via.
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