Negoziati serrati tra Ottawa e Washington

Restano pochi giorni al Canada per scongiurare nuove tariffe americane fino al 50%. Il Ministro LeBlanc per la terza volta in pochi giorni a Washington. Sul tavolo acciaio, alluminio, auto, latticini e alcolici americani
OTTAWA – È una vera e propria corsa contro il tempo. Restano pochi giorni al Canada per trovare un’intesa con gli Stati Uniti ed evitare che il 19 agosto scattino i nuovi dazi annunciati dal Presidente Donald Trump, con tariffe che potrebbero raggiungere il 50% su alcune esportazioni canadesi. Una minaccia particolarmente pesante perché, questa volta, potrebbero essere colpiti anche prodotti che finora hanno beneficiato dell’“ombrello” del CUSMA, l’accordo di libero scambio tra Canada, Stati Uniti e Messico. Lo scorso 1º luglio, gli Stati Uniti hanno rifiutato di rinnovare l’accordo, facendo scattare un processo di revisione annuale che potrebbe protrarsi fino a dieci anni e aumentando l’incertezza nei rapporti commerciali tra i due Paesi. La nuova offensiva tariffaria arriva dopo che, lo scorso febbraio, la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva invalidato i dazi imposti dall’amministrazione Trump a decine di Paesi, Canada compreso. La Casa Bianca ha quindi cambiato strategia, facendo questa volta leva sull’articolo 338 del Tariff Act del 1930, che consente al Presidente di imporre tariffe fino al 50% sulle merci provenienti da Paesi accusati di discriminare il commercio americano. Per i precedenti dazi su acciaio e alluminio, Trump aveva invece utilizzato l’articolo 232 del Trade Expansion Act del 1962, invocando ragioni di sicurezza nazionale. La lista dei prodotti ora nel mirino di Washington è molto ampia: vini e bevande alcoliche, pannelli di compensato, miele, oli essenziali, cemento, prodotti lattiero-caseari e bastoni da hockey, oltre a numerosi altri beni agricoli e manifatturieri. Resterebbero invece esclusi energia, potassa, minerali critici e pesce.
Con la scadenza sempre più vicina, Ottawa accelera i negoziati. Per la terza volta in pochi giorni, il Ministro responsabile del Commercio Canada–Stati Uniti, Dominic LeBlanc, è a Washington per proseguire i colloqui con l’amministrazione americana e incontrare il rappresentante americano al Commercio, Jamieson Greer. Anche la capo negoziatrice canadese Janice Charette è impegnata in contatti serrati con i funzionari statunitensi.

Le trattative restano difficili. Washington chiede un maggiore accesso dei prodotti lattiero-caseari americani al mercato canadese, modifiche alle regole del settore automobilistico e il ritorno degli alcolici statunitensi sugli scaffali delle province che ne hanno sospeso la vendita. Ottawa punta invece a un’intesa più ampia che permetta di alleggerire anche le tariffe già applicate a acciaio, alluminio e legname. Tra le ipotesi sul tavolo figura un sistema di quote alle esportazioni canadesi di acciaio e alluminio verso gli Stati Uniti, in cambio di una significativa riduzione dei dazi americani. Washington starebbe valutando la proposta, senza avere ancora fornito una risposta definitiva. “È una settimana cruciale”, ha sottolineato Louise Blais, emissaria del Québec per la revisione dell’CUSMA. Uno dei nodi più delicati resta la gestione dell’offerta nel settore lattiero-caseario. La Premier Christine Fréchette non intende concedere maggiore spazio ai produttori americani e mantiene il blocco alla vendita degli alcolici statunitensi alla SAQ fino al raggiungimento di un accordo considerato equo. Anche il leader del Bloc Québécois, Yves-François Blanchet, chiede al governo Carney di non cedere sulla gestione dell’offerta, mentre il conservatore Pierre Poilievre accusa Ottawa di avere già fatto concessioni senza ottenere sufficienti contropartite.
Il tempo stringe. Senza un compromesso dell’ultima ora, il 19 agosto scatteranno le nuove tariffe americane. E questa volta, con il rischio che venga meno anche la protezione garantita finora dal CUSMA a numerose esportazioni, il conto per l’economia canadese potrebbe essere molto più pesante. (V.G.)




