Dopo una lunga carriera nell’istruzione, il dirigente scolastico e umorista italo-canadese Joe Cacchione assumerà dal 6 luglio la guida del CLDV come direttore generale: “Voglio dare spazio ai giovani e continuare a far vivere la cultura italiana nella nostra comunità”

MONTR…AL – Comico, attore, autore e volto molto conosciuto della comunità italiana, Joe Cacchione ha sempre coltivato la sua passione per il mondo dello spettacolo, spaziando tra teatro, televisione e cinema. Quello che molti non sanno, però, è che prima di salire sui palcoscenici ha dedicato gran parte della sua vita all’istruzione, prima come insegnante di matematica, poi come Vicepreside e infine come dirigente scolastico.
Negli ultimi anni ha guidato lo Shadd Health & Business Centre, istituto frequentato da studenti adulti provenienti da ogni parte del mondo. Lo scorso 12 giugno, allievi e colleghi gli hanno organizzato una festa per celebrare il suo pensionamento, alla quale hanno partecipato anche numerosi ex alunni.
A 58 anni si chiude così un capitolo importante della sua vita professionale, ma se ne apre immediatamente un altro. Dal prossimo 6 luglio, infatti, Cacchione assumerà l’incarico di direttore generale del Centro Leonardo da Vinci, storica istituzione italo-canadese della metropoli con la quale collabora come artista fin dal 2003. Lo abbiamo incontrato per parlare delle emozioni legate a questa transizione, tra il bilancio di una lunga carriera nel mondo dell’educazione e le aspettative per la nuova sfida.
“Otto anni fa mi ero messo in testa che nel 2026 sarei andato in pensione”, racconta Cacchione. “Ho persino preso alcuni anni sabbatici per dedicarmi ad altri progetti e capire come sarebbe stata questa nuova fase della mia vita”. Una scelta maturata con consapevolezza e non imposta dalle circostanze. “Avrei potuto continuare ancora qualche anno, ma arriva un momento in cui bisogna lasciare spazio agli altri”.
Negli ultimi anni ha lavorato soprattutto con studenti adulti provenienti da diversi Paesi. Un’esperienza che gli ha permesso di promuovere il dialogo e l’integrazione, valori ai quali è sempre stato particolarmente sensibile anche per la storia della sua famiglia immigrata. Tra i ricordi più significativi cita un episodio vissuto poche settimane fa: “Ero seduto con otto studenti provenienti da otto Paesi diversi, tra cui un palestinese e un israeliano. Vederli mangiare insieme, ridere insieme ed essere amici mi ha emozionato profondamente. In quel momento non contavano le bandiere o i conflitti in corso, ma la loro voglia di imparare e crescere”.
La parola pensione, ammette, lo ha sempre intimorito un po’. “Quando si pensa a un pensionato, si immagina qualcuno seduto davanti a casa ad aspettare che passi la giornata. Io non mi sento così”. Al contrario, vede questo passaggio come una nuova partenza, un’occasione per dedicare più tempo alle sue passioni. “Mi è sempre piaciuto il mondo dello spettacolo, della cultura e del cinema. Per questo l’opportunità di dirigere il Centro Leonardo da Vinci mi entusiasma molto”. Proprio l’idea di guidare un’istituzione come il CLDV rappresenta per lui una sfida particolarmente stimolante. “È un luogo in cui si promuove la cultura italiana in tutte le sue forme, non soltanto attraverso gli spettacoli. È un punto di riferimento importante per la nostra comunità”.
Prima di soffermarci sul suo futuro ruolo al Centro Leonardo da Vinci, abbiamo ripercorso brevemente la sua lunga esperienza nel settore dell’istruzione. Cacchione richiama subito il principio che ha guidato il suo lavoro da insegnante, Vicepreside e dirigente scolastico: mettere sempre al centro gli studenti, i loro bisogni e il loro benessere. “Nell’articolo 64 della Loi de líinstruction publique si afferma che tutte le decisioni devono essere prese nel miglior interesse dell’allievo. È stato il mio motto per tutta la carriera”, spiega. “Ancora oggi condivido il pranzo con gli studenti tre volte alla settimana. È incredibile quanto si possa imparare ascoltandoli”.

La conversazione si è poi spostata sul suo lavoro artistico e sul modo in cui utilizza l’umorismo come strumento di riflessione. Nel suo ultimo spettacolo, madeinitaly.qc.ca, racconta la storia degli italiani di Montréal e il loro contributo alla società. “Partiamo da una domanda molto semplice: chi siamo noi italiani di Montréal?”. Da lì prende forma un viaggio attraverso la storia dell’emigrazione italiana e il ruolo che gli italiani hanno avuto nello sviluppo del mondo moderno. “Spesso si parla di pizza, mandolino e dolce vita, ma la realtà è molto più ampia. Da Volta a Marconi, da Galileo ai grandi esploratori, gli italiani hanno lasciato un segno praticamente ogni campo”. Lo spettacolo racconta anche l’evoluzione della comunità italiana di Montréal, dalle prime generazioni di immigrati ai giovani italo-canadesi di oggi, cresciuti tra più lingue e culture, spesso sospesi tra identità diverse ma complementari. Il tutto viene raccontato con leggerezza e ironia, senza rinunciare al contenuto. “Poi, naturalmente, per far ridere il pubblico dico che la più grande invenzione della storia è arrivata nel 1964: la Nutella”. E aggiunge sorridendo: “Lì scatta subito la risata. Ma se ci pensi, chi nel mondo non l’ha mai assaggiata?”.
Infine, abbiamo parlato della sua nuova avventura al Centro Leonardo da Vinci, che definisce “un nuovo viaggio dopo quello vissuto sul treno dell’istruzione”. “Per me la vita è un viaggio. Finora ho viaggiato sul treno dell’istruzione; adesso scendo a una stazione e ne prendo un altro. Ma il viaggio continua”. Un percorso che gli permetterà di incontrare nuove persone, continuare a crescere e contribuire allo sviluppo della comunità in cui vive.
Ad averlo convinto ad accettare la proposta è stato soprattutto il ruolo che il CLDV continua a svolgere all’interno della comunità italo-canadese. “È vero che Saint-Léonard sta diventando sempre più multiculturale, ma il Centro resta uno dei principali punti di riferimento dell’italianità a Montréal. Qui si organizzano spettacoli in italiano, si promuovono la lingua e la cultura italiane e si creano occasioni d’incontro e di crescita”.
Guardando al futuro, Cacchione ha già le idee chiare sulle sue priorità. “Mi piacerebbe dare maggiore visibilità alle nuove generazioni e agli artisti meno conosciuti della nostra comunità”. Tra gli esempi cita Vino, formaggio e cortometraggio, iniziativa da lui ideata per valorizzare i registi e i cortometraggi italo-canadesi, favorendo al tempo stesso momenti di incontro tra pubblico, artisti e professionisti del settore. “Vorrei sviluppare iniziative simili anche in altri ambiti – artistico, scientifico, storico e culturale – per far conoscere i protagonisti italo-canadesi di oggi all’interno del luogo italo-canadese per eccellenza”. Una visione che guarda al futuro senza perdere il legame con le proprie radici. “Credo molto nella nostra comunità: è giovane, dinamica e ricca di talento. Voglio continuare a lavorare affinché il Centro Leonardo da Vinci viva nella nostra comunità e per la nostra comunità”.
In conclusione, Cacchione ha voluto rendere omaggio all’operato di Pat Buttino, sottolineando la volontà di proseguire nel solco tracciato dal suo predecessore. “Lavoreremo insieme per un periodo di transizione. Pat desidera continuare a occuparsi dell’aspetto artistico, un settore nel quale ha svolto un lavoro straordinario portando al Centro numerosi artisti dall’Italia. Vogliamo garantire continuità a quanto è stato costruito finora e continuare a far crescere questa importante istituzione della nostra comunità”.





