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Mirko D’Agata fa il bis: ancora una volta miglior pizzaiolo al mondo

L’International Pizza Challenge di Las Vegas

Mirko D’Agata sfoggia il premio di ‘Miglior Pizzaiolo del mondo’
conquistato all’International Pizza Challenge 2026

 

Per il secondo anno consecutivo, lo chef piemontese di origini siciliane si è aggiudicato l’ambito premio dell’importante competizione internazionale di alta cucina pizzaiola, svoltasi dal 24 al 26 marzo, al Pizza Expo di Las Vegas

 

La pizza all’ossobuco che ha portato Mirko D’Agata alla vittoria del premio ‘Miglior Pizzaiolo del mondo’

 

MONTRÉAL – Come direbbero negli Stati Uniti o nel Canada anglofono, pizza is an Italian affair. Non è un caso che questa prelibatezza, simbolo del Made in Italy, sia tra i piatti più consumati al mondo. Anche in Nord America è amatissima, tanto che dal 2007 esiste l’International Pizza Challenge, una delle competizioni più prestigiose a livello globale.

 

L’edizione 2026, tenutasi dal 24 al 26 marzo al Pizza Expo di Las Vegas, ha visto sfidarsi 680 tra i migliori pizzaioli del mondo, che hanno preparato le loro creazioni dal vivo in una delle otto categorie in gara: Tradizionale, Non tradizionale, Napoletana/STG, Pan (pizza in teglia), Miglior fetta di formaggio, Classica, Bacio Legacy e Pizza senza latticini.

 

Tra i protagonisti c’era Mirko D’Agata, giovane italo-canadese nato e cresciuto a Torino da genitori siciliani. Dopo aver conquistato nel 2025 il titolo mondiale nella categoria Napoletana/STG (come documentato nell’edizione del 9 aprile 2025), quest’anno ha fatto il bis, imponendosi nella categoria Pan, aggiudicandosi nuovamente il titolo di miglior pizzaiolo al mondo.

 

Il Cittadino Canadese lo ha incontrato per farci raccontare questa nuova impresa.

“È stata un’esperienza incredibile, perché non me lo aspettavo”, ha raccontato D’Agata ancora emozionato. “Sapevo di avere un ottimo prodotto e una buona ricetta, ma rivincere era davvero difficile. Credo sia successo pochissime volte nella storia della competizione che qualcuno vincesse in due categorie diverse per due anni di seguito”.

 

A sorprendere la giuria, composta da cuochi rinomati e accreditati, è stata una proposta audace: una pizza al padellino, “per onorare la terra da cui provengo, patria della pizza al padellino” ispirata all’ossobuco alla milanese. “È stata una sfida – ha spiegato – non sapevo come i giudici avrebbero reagito, ma alla fine l’hanno apprezzata moltissimo”.

 

La ricetta, curata nei minimi dettagli, unisce tradizione e tecnica: ossobuco cotto a bassa temperatura per diverse ore, crema di risotto allo zafferano setacciata per renderla liscia e lucida, emulsione di parmigiano reggiano stagionato 30 mesi, gremolata agrumata e tuile croccanti allo zafferano. Il tutto su una base ad alta idratazione cotta in padellino, con una doppia cottura per ottenere un perfetto equilibrio tra morbidezza e croccantezza.

 

La vittoria assume ancora più valore considerando il livello raggiunto dalla competizione negli ultimi anni. “Oggi il livello è altissimo”, ha sottolineato D’Agata. “Non ci sono più i segreti di una volta che conoscevamo solo noi italiani: anche in Nord America ci sono pizzaioli di grande talento. La differenza la fanno il lavoro, i test continui, la voglia di migliorarsi senza accontentarsi”.

 

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Un percorso costruito negli anni, che lo ha visto protagonista di numerosi progetti nel panorama gastronomico quebecchese: da Bottega ad Arte & Farina, fino al gruppo NO.900, oggi una realtà consolidata con diverse sedi, oltre ad altri concept come Morso e Ragù, Pasta e vino.

 

E il futuro guarda già avanti con nuovi progetti in cantiere: “Insieme ad altri partner, sto lavorando a una nuova trattoria italiana che aprirà verso la fine dell’estate”, ha anticipato. “Il focus sarà soprattutto sulla pasta fresca fatta in casa, con una forte presenza della cucina siciliana, a cui sono molto legato per le mie origini. Ci sarà sicuramente il cannolo, con la buccia preparata direttamente da noi”.

 

Tornando a parlare della pizza, il pizzaiolo ha evidenziato come la scena gastronomica locale continua a evolversi, così come i gusti dei clienti: “Fuori da Montréal e dalle grandi città del Québec, si tende ancora a preferire pizze più ricche, con impasti più spessi e molti ingredienti, soprattutto carne e molto formaggio”. Al contrario, “in città c’è sempre più consapevolezza: molti viaggiano, scoprono l’Italia e cercano prodotti più autentici. Stanno emergendo nuovi stili, dalla romana sottile e croccante alla New York style, che negli ultimi anni ha avuto un forte exploit”.

 

E se dovesse scegliere una pizza da mangiare ogni giorno, Mirko non ha dubbi: “La pizza in teglia romana, semplice: patate, rosmarino, mozzarella, olio, sale e pepe. Croccante e gustosa. E poi la marinara napoletana: se fatta bene, è insuperabile”.

 

Un successo che conferma ancora una volta come la tradizione italiana, reinterpretata con tecnica e creatività, continui a conquistare anche dall’altra sponda dell’Atlantico. Perché sì, come si dice oltreoceano: pizza is an Italian affair!

 

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