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Auto elettriche, svolta di Carney: ritornano gli incentivi

Ottawa rilancia per cinque anni gli incentivi all’acquisto di veicoli a zero emissioni per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e sostenere l’industria canadese

 

 

OTTAWA – Il governo di Mark Carney riattiva gli incentivi federali per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi ricaricabili, segnando una netta discontinuità rispetto alla decisione assunta dall’esecutivo Trudeau, che aveva sospeso il programma all’inizio del 2025 per contenere i costi.  L’annuncio è stato fatto giovedì a Woodbridge, in Ontario, nel quadro di una nuova strategia industriale destinata a rafforzare il settore automobilistico canadese, ridurne la dipendenza dagli Stati Uniti e rilanciare la transizione verso la mobilità a basse emissioni.

 

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Il programma, finanziato con 2,3 miliardi di dollari, prevede contributi fino a 5.000 dollari per i veicoli elettrici (VE) e fino a 2.500 dollari per i veicoli ibridi plug-in (VEHR). Gli incentivi saranno applicabili ai modelli con un prezzo massimo di 50.000 dollari, limite che non si applicherà ai veicoli assemblati in Canada. Come già avvenuto con il precedente programma iVZE, l’importo degli incentivi verrà ridotto progressivamente nel tempo: a partire dal 2027, i contributi scenderanno a 4.000 dollari per i VE e a 2.000 per i VEHR, fino a raggiungere nel 2030 rispettivamente 2.000 e 1.000 dollari. Il governo stima che le nuove misure possano favorire l’acquisto di circa 840.000 veicoli elettrici nei prossimi anni, in un mercato che nel 2025 ha registrato un crollo delle vendite superiore al 36% rispetto al 2024. Gli incentivi entreranno in vigore il 26 febbraio e non avranno carattere retroattivo, ha precisato il ministero dell’Industria guidato da Mélanie Joly. Saranno ammessi esclusivamente i veicoli prodotti in Canada o in Paesi con cui Ottawa ha accordi di libero scambio, come Stati Uniti e Messico, escludendo di fatto i modelli di fabbricazione cinese. Con il ripristino delle sovvenzioni, il governo Carney punta a sostenere la domanda interna, proteggere la filiera nazionale e rimettere in moto un comparto chiave dell’economia canadese. (V.G.)

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