In una sala gremita, tra proiezioni e degustazioni, spazio alle interviste esclusive ai protagonisti Samuele Cacchione e Teresa Picciano

MONTRÉAL – Svoltosi lo scorso 27 novembre al Centro Leonardo da Vinci, Vino, formaggio e cortometraggio – evento ideato da Joe Cacchione per valorizzare i talenti del cinema italo-montrealese – ha registrato un grande successo al Teatro Mirella e Lino Saputo: oltre 500 spettatori hanno riempito la sala. Sono stati proiettati i corti Felt di Anita Maiezza e Joey Rossi, Seamless Journey di Teresa Picciano con la regia di Elio Castello, e la serie La Commission Carbonara diretta da Samuele Cacchione. Tra i presenti anche il Console Generale Enrico Pavone, il deputato Angelo Iacono, la direttrice della Casa d’Italia Giovanna Giordano e il direttore del Festival del cortometraggio dell’Unione Europea a Montréal Francesco Esposito.
La serata si è conclusa con una degustazione di vini e formaggi, occasione per il pubblico di dialogare con gli autori. Dopo l’intervista ad Anita Maiezza (pubblicata il 19/11/2025), Il Cittadino Canadese propone ora quelle a Teresa Picciano e Samuele Cacchione.
I film
Felt di Anita Maiezza e Joey Rossi è una commedia che ruota attorno alla storia di due ex coniugi che, per una serie di circostanze, si ritrovano a lavorare nuovamente insieme come attori-marionettisti in un programma televisivo per bambini. Attori protagonisti: Nir Guzinski e Tina Mancini
La Commission Carbonara è una parodia italo-montrealese della Commission Charbonneau, diretta da Samuele Cacchione con Charlie Côté come prima assistente alla regia e interpretata da Joe Cacchione, Silvio Orvieto, Salvatore Migliara e Tina Mancini.
Seamless Journey, scritto e prodotto da Teresa Picciano, ripercorre la storia migratoria dei suoi genitori e, più in generale, l’esperienza degli immigrati italiani in Canada. Nel cast: Teresa Picciano, Giovanni Cipolla e Matthew Giuffrida.
Samuele Cacchione: “Il mio percorso nasce dall’amore per l’arte che mi hanno trasmesso i miei genitori”

Studente di cinema all’UQÀM, Samuele Cacchione sta costruendo con costanza il suo percorso nel mondo audiovisivo. “Ho studiato arte, lettere e comunicazione al Cegep, poi ho iniziato un Bachelor in sceneggiatura. Da qualche mese ho anche cominciato il Master in Cinema”. Sogna di lavorare nel mondo cinematografico o televisivo “qui in Qué-bec… magari anche in Italia o
altrove”.
La Commission Carbonara nasce “dalla voglia di mio padre Joe di collaborare con Silvio Orvieto, amici di lunga data. Finalmente, dopo tanto tempo, si è creata l’occasione”. Il progetto ha preso forma rapidamente: “Ci siamo divertiti tantissimo. Il risultato è una serie divertente composta da cinque episodi”.
Samuele ha firmato la regia con Charlie Côté come prima assistente: “Lavoriamo spesso insieme: a volte dirigo io, altre volte lei. Questo scambio ci permette di toccare un po’ tutto: suono, messa in scena, produzione. Stiamo facendo il Master insieme, ci vediamo sempre e abbiamo un bell’affiatamento”.
Forte il legame con il padre, ma anche con la madre: “Da piccolo ho sempre seguito mio papà sul palco… avere il suo supporto è prezioso. E anche quello di mia madre, appassionata di fotografia”. Una famiglia dove l’arte si respira: “Il mio percorso è proprio il risultato dell’amore per l’arte che mi hanno trasmesso; io l’ho solo sviluppato in un altro modo, tramite il cinema”.
La serie sulla Commission Charbonneau è conclusa, “ma continueremo a scrivere, probabilmente ancora con Silvio”. Gli episodi non sono ancora online: “Lo saranno presto. Prima volevamo fare qualche proiezione come quella di oggi”.
La serata del 27 novembre è stata un momento speciale: “Vedere La Commission Carbonara sul grande schermo e sentire la gente ridere è stato bellissimo. Il pubblico è stato accogliente, caloroso. Mi sono veramente emozionato”.


Teresa Picciano: “Un omaggio all’eredità della mia famiglia”
Originaria del Molise, Teresa Picciano ha ricordato le sue radici italiane: “La mia famiglia viene da Campochiaro. Il Canada è stato costruito dalle mani dei nostri genitori”. Seamless Journey è un tributo ai loro sacrifici: “Hanno lavorato duro per garantire ai figli e ai nipoti una vita migliore senza i sacrifici che essi hanno vissuto”.

La serata le ha regalato emozioni intense: “Sono veramente contenta che così tante persone fossero presenti. Mi hanno riempito il cuore di gioia”. Le ha suscitato profonda commozione un momento particolare: “Nel mio film si menziona la nave Queen Frederica, quella con cui è arrivata mia madre ad Halifax. Dopo la proiezione una persona mi ha detto: ‘anch’io ero su quella nave nel 1959’. Ho iniziato a piangere, pensando a mia mamma e a mia nonna”.
Nel corto, Teresa interpreta sua madre: “Mia mamma era la matriarca della casa. Mio padre lavorava, mentre lei si occupava di tutto il resto. Per una ventina di minuti volevo essere forte come lei, sentire la sua gioia e la sua felicità, ma anche tutte le sofferenze che ha dovuto vivere per garantirci un futuro migliore. Prima non lo capivo, ma adesso è tutto chiaro. È stato un modo per ringraziarla”.
Il lavoro creativo le permette di raccontare storie autentiche: “Voglio far emergere cose che probabilmente altri non riescono a raccontare”. Proprio per questo Teresa sta già lavorando a nuovi progetti: “Ho da poco finito una serie; sto cercando di promuoverla, con la speranza di trovare un produttore che voglia
realizzarla”. Sta anche portando avanti un lungometraggio: “Vorrei fare una co-produzione
Canada-Italia, con scene a Campochiaro, il paese da dove vengono i miei”.





