Via libera al nuovo oleodotto verso il Pacifico

OTTAWA – Il 27 novembre scorso, il Primo Ministro Mark Carney e la Premier dell’Alberta Danielle Smith hanno firmato un’intesa che apre la strada alla costruzione di un nuovo oleodotto diretto verso il Pacifico, con l’obiettivo di esportare oltre un milione di barili di petrolio al giorno. “Un grande giorno per il Canada”, ha dichiarato Carney a Calgary, affiancato da una Smith visibilmente soddisfatta. La Premier ha parlato di un accordo pensato per “ridurre gli ostacoli che frenano gli investimenti” nella sua provincia. In base all’intesa, Ottawa rinuncerà a introdurre il tetto alle emissioni del settore petrolifero e sospenderà in Alberta l’applicazione del Regolamento sull’elettricità pulita, mentre le due parti lavorano a un compromesso sulla tariffazione del carbonio. L’oleodotto, che attraverserà la provincia fino alla costa della Columbia Britannica, sarà classificato da Ottawa come “progetto di interesse nazionale”, permettendo possibili deroghe a varie leggi federali. Carney e Smith hanno insistito sul fatto che il Canada resta impegnato a raggiungere la carboneutralità entro il 2050, definendo l’accordo “un’intesa di sviluppo sostenibile”. Poi Carney ha precisato: “Il pipeline dovrà essere costruito e finanziato dal settore privato. Se non ci saranno investitori, non ci sarà nessun oleodotto”. La reazione più dura è arrivata dalla Columbia Britannica. Il Premier David Eby ha denunciato la totale assenza di consultazione e ha ribadito la sua “ferma opposizione” al passaggio dell’infrastruttura sul territorio provinciale. Danielle Smith ha risposto che l’intesa “non prevede alcun diritto di veto” ed ha annunciato future discussioni trilaterali tra Ottawa, Edmonton e Victoria, con il coinvolgimento delle Prime Nazioni.

Ma l’accordo ha destabilizzato anche il governo federale. Steven Guilbeault, ex Ministro dell’Ambiente sotto Justin Trudeau e, dal marzo scorso responsabile dell’Identità e della Cultura canadese nel governo Carney, ha rassegnato le dimissioni poche ore dopo l’annuncio dell’intesa. Al suo posto, Carney ha già nominato Marc Miller, dal 2015 deputato di Ville-Marie–Le Sud-Ouest–Île-des-Sœurs, che è stato designato anche Ministro responsabile delle Lingue ufficiali. In una lettera pubblicata sui suoi social, l’ex attivista di Greenpeace e cofondatore di Équiterre ha spiegato di essere in “profondo disaccordo” con una decisione che “apre la porta alla costruzione di un nuovo oleodotto proprio mentre il Paese dovrebbe accelerare l’azione climatica”. Guilbeault ha scritto che, sin dall’arrivo di Carney a Rideau Cottage, aveva cercato di mantenere un equilibrio tra realismo economico e ambizione ambientale, ma che l’accordo con l’Alberta rappresenta “la goccia che fa traboccare il vaso”. L’ex Ministro ricordato di aver partecipato poche settimane fa alla COP30 in Brasile, dove aveva ribadito l’impegno del Canada per una transizione energetica “seria e credibile”. “Non posso sostenere un’intesa che va in direzione opposta”, ha scritto. Carney, in una dichiarazione diffusa sui social, ha ringraziato il Ministro uscente e ha assicurato che il governo resta “profondamente impegnato nella lotta ai cambiamenti climatici”. Tuttavia, ha ribadito che “una strategia fatta solo di divieti non è sufficiente” e che occorre “allineare gli interessi economici e climatici del Paesi” Guilbeault continuerà a sedere in Parlamento come deputato liberale. (V.G.)





