Uno spot anti-tariffe dell’Ontario incentrato su Reagan ha scatenato l’ira del tycoon
OTTAWA – Si complicano ulteriormente i già tesi rapporti tra Canada e Stati Uniti. Nella serata del 23 ottobre, Donald Trump ha annunciato la rottura dei negoziati commerciali con il Canada, accusando il governo dell’Ontario di aver distorto le parole dell’ex Presidente Ronald Reagan in una campagna pubblicitaria contro i dazi, andata in onda durante le World Series di baseball tra Toronto Blue Jays e Los Angeles Dodgers. Lo spot riportava estratti di un discorso di Reagan, in cui l’ex Presidente metteva in guardia sulle conseguenze negative dei dazi sulle importazioni estere, affermando che “dazi troppo alti conducono inevitabilmente a ritorsioni da parte dei paesi colpiti e a feroci guerre commerciali”. La citazione corrisponde perfettamente alla trascrizione del discorso, risalente ad aprile 1987, disponibile sul sito della Ronald Reagan Presidential Library. “In considerazione del loro comportamento oltraggioso, TUTTI I NEGOZIATI COMMERCIALI CON IL CANADA SONO TERMINATI”, ha tuonato Trump su Truth Social. E ha aggiunto: “IL CANADA HA BARATO E SI È FATTO BECCARE! Hanno pubblicato in modo fraudolento uno spot sostenendo che Reagan non amasse i dazi, quando invece li considerava essenziali per la sicurezza nazionale. Il Canada sta cercando di influenzare la Corte Suprema degli Stati Uniti”. L’annuncio ha sorpreso molti, perché era atteso un accordo su acciaio, alluminio ed energia al termine dell’incontro tra Trump e il Primo Ministro Mark Carney, al vertice APEC in Corea del Sud. Il Canada rimane il secondo partner commerciale degli Stati Uniti e un importante fornitore di acciaio e alluminio.

Sabato 25 ottobre Trump ha rilanciato, annunciando un ulteriore dazio del 10% sulle importazioni canadesi, lamentando il mancato ritiro tempestivo dello spot. Il Premier provinciale Doug Ford ha fatto sapere che la campagna sarebbe stata sospesa a partire dal 27 ottobre. In realtà, l’impatto dell’aumento del 10% è limitato: secondo gli esperti, il Canada paga già tariffe tra il 3 e il 5% sulle esportazioni verso gli Usa grazie all’USMCA, l’accordo nordamericano di libero scambio, e un aumento del 10% inciderebbe solo marginalmente, portando le tariffe effettive intorno al 6%. Le tensioni commerciali tra i due Paesi durano da mesi. Durante l’estate, Trump aveva già imposto dazi fino al 35% sul “Paese della foglia d’acero”, sebbene molti prodotti fossero esenti propriograzie all’accordo USMCA del 2020. Il Primo Ministro Carney ha cercato di smorzare i toni, dichiarando che “il Canada è pronto a riprendere le trattative in qualsiasi momento”.
(V.G.)





