IX parte
Ma come iniziò, Laura, la carriera cinematografica? Subito dopo aver ottenuto il diploma di Educazione fisica a Napoli, all’Istituto Superiore di Educazione Fisica (ISEF), mia sorella si trasferì a Roma, dove cominciò a lavorare nel suo campo: l’educazione fisica. A Roma viveva Mario Marenco, suo promesso sposo. Ma il matrimonio mai si realizzerà. E sarà un trauma per lei.
Nella capitale, Laura, si sentiva piena di vita. Era contenta. Cominciava ad avere una buona disponibilità economica. Sembrava, inoltre, che fosse riuscita a sconfiggere la sua grande timidezza. Laura faceva parte agli inizi della comitiva artistico goliardica degli Albore–Boncompagni e di Marenco, il suo primo amore. Il suo incontro con il mondo dello spettacolo fu il risultato di un puro caso. Si recò da Roma a Cannes, a bordo dello yacht di una sua amica, il cui marito (credo che fosse un ricco ebreo polacco, residente in Italia) era proprietario di una piccola flotta di questo tipo d’imbarcazioni che dava a noleggio. E su questo yacht si svolse, in occasione del festival cinematografico, una festa danzante. Laura, allora completamente sconosciuta, ballò con Ugo Tognazzi. L’immagine della sconosciuta, apparsa su diversi giornali, suscitò a Roma curiosità nel fatuo ambiente dell’immagine e del pettegolezzo. “Chi è? Come si chiama?”. E fu così che il suo nome e la sua immagine cominciarono a circolare tra gli addetti ai lavori… E le arrivarono subito un paio di proposte lavorative: pubblicità televisiva, fotoromanzi, ecc… Dopo un po’ lascerà il liceo romano, “Liceo Artistico Statale Via di Ripetta”, nel quale era stata assunta come insegnante di Educazione fisica, e si farà conoscere nel campo dei fotoromanzi, della pubblicità televisiva e quindi anche in quello cinematografico.
Laura lavorò all’inizio anche per Lancio, una prospera casa editrice di fotoromanzi e fumetti, diffusi non solo in Italia ma anche in altri Paesi. Il pubblico femminile, e non solo quello di estrazione proletaria, trae da sempre godimento dai romanzi e dalle storie d’amore rosa, dove i personaggi sono fortemente contrapposti, con l’umile bella ragazza che lotta contro le perfide rivali per la conquista dell’uomo conteso. E gli uomini più ambiti sono quelli che hanno potere e ricchezza.

Apprezzai molto il gesto di Laura di condurmi, un giorno, negli studi di Lancio dove con gioia funse per me da guida. Questo gesto fu in armonia con l’atteggiamento che Laura – la Laura di ben prima della “caduta” – aveva in quegli anni con il fratello Claudio, rispettoso da sempre nei confronti di sua sorella, e serio, studioso e dai principi solidi.
Laura, nel suo periodo romano degli inizi, lavorò anche come istruttrice per la palestra Silhouette. Nel Liceo Artistico da cui fu assunta conobbe un insegnante di cui una volta mi fece il nome, e di cui, visto il mio grande interesse, mi parlò più a lungo con ammirazione e simpatia. Si trattava di un personaggio un tempo molto noto sul piano culturale: Mino Maccari, pittore e soprattutto disegnatore e incisore geniale, che era stato un intellettuale di spicco durante il periodo fascista. Da lui Laura ebbe in dono una bella incisione che portò anni dopo in Canada e lasciò affissa nel salotto della casa dei nostri genitori, installati ormai in Canada (Beloeil, Québec), ma che dopo riprese con sé. Opera che anch’essa sparì, insieme a tanti altri oggetti di pregio, tra cui una collezione di rari cammei, ed un’infinità di altri oggetti costosi.
Ma questo è un capitolo che andrebbe sviluppato a parte e che è in relazione ad una Laura che, entrata ad un certo momento della sua vita in una fase caratterizzata da una profonda religiosità cristiana, cercò di disfarsi di tutto ciò che considerava superfluo ed anzi dannoso, perseguendo lei la povertà, virtù evangelica e garanzia di entrata nel paradiso.





