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Beato Angelico, a Firenze la mostra che vuole essere “definitiva”

Firenze, 25 set. (askanews) – Firenze celebra il Beato Angelico con una mostra senza precedenti, ospitata tra il Museo di San Marco e Palazzo Strozzi. Oltre 140 opere, provenienti dai tutto il mondo, si ricompongono dopo secoli di dispersioni, tra pale d’altare smembrate, affreschi riscoperti e tavole restaurate. È un viaggio unico nel Rinascimento fiorentino e nella spiritualità di fra’ Giovanni da Fiesole, maestro di luce, prospettiva e colore.

Stefano Casciu, direttore regionale Musei nazionali Toscana: “Questo è un altro elemento molto importante della mostra, il tentativo, direi riuscito, di riunire insieme elementi dispersi a causa delle soppressioni, a causa delle vendite, delle dispersioni e poter avere quindi per la prima volta insieme opere fondamentali, come alle nostre spalle il trittico della Pala di San Domenico…”.

Un lavoro di ricerca e restauro durato anni, che ha permesso di ricostruire la complessità di opere straordinarie, rivelandone la storia nascosta e le trasformazioni subite nel tempo.

Carl Brandon Strehlke, curatore della mostra: “Abbiamo fatto tante indagini scientifiche e diagnostiche, spesso insieme con il restauro delle opere d’arte stesse. Per esempio, abbiamo raccolto e fatto tante radiografie per sapere esattamente dove è una pala d’altare che un falegname a un certo punto ha diviso in pezzi…”.

La mostra, dove compaiono anche numerosi capolavori di altri artisti del Quattrocento, rimarrà aperta fino al 25 gennaio 2026.

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