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Passion pour le football: il calcio in mostra come non l’avete mai visto

DAL MUSEO PROVINCIALE DELLO SPORT DI CÓRDOBA AL CUORE DI MONTRÉAL

Le due attrazioni principali della mostra: la replica della Coppa del Mondo FIFA e la maglia del Napoli n.16 di Maradona

 

Maglie autentiche, foto esclusive e cimeli rarissimi: fino al 15 novembre, all’Espace Amalgame, un viaggio emozionante nella memoria dello sport più amato al mondo

 

Da sinistra: il giornalista Gustavo Marcelo Farías, il C.G. Enrico Pavone, Oscar Dertycia, l’organizzatrice della mostra Livia Magnani, Bruno Schmidt e il C.G. Gerardo Ezequiel Bompadre

 

MONTRÉAL – Entrando all’Espace Amalgame, al 5691 boulevard St-Laurent, nei giorni della mostra Passion pour le football, si percepisce subito che non si tratta di una normale esposizione: il calcio diventa atmosfera, storia, emozione. Spicca la maglia numero 10 di Lionel Messi, indossata nell’ultimo Mondiale, vinto dall’Argentina, insieme a casacche storiche di Spagna, Messico, Colombia, Argentina e altre nazionali. Tra i pezzi da leggenda, la maglietta della Juventus 1993 di Roberto Baggio, quella azzurra di Roberto Donadoni e la viola della Fiorentina 1989/1990 di Oscar Dertycia.

 

Al centro della sala, due perle: la replica ufficiale della Coppa del Mondo FIFA e la rarissima maglia numero 16 del Napoli indossata da Diego Armando Maradona. Accanto, fotografie e altri cimeli provenienti soprattutto dalla collezione privata di Oscar Dertycia – ex attaccante della Nazionale argentina e della Fiorentina (1989/90) – oggi parte del Museo Provinciale dello Sport di Córdoba, ospitato nello Stadio Mario Alberto Kempes. Fino al 16 settembre il pubblico ha potuto incontrare lo stesso Dertycia e Gustavo Marcelo Farías, giornalista argentino e coordinatore del museo: un’occasione per ascoltare ricordi ed emozioni e parlare di calcio a 360 gradi.

 

Oscar Dertycia con la maglia della Fiorentina che ha indossato nella stagione 1989/1990

 

L’esposizione, ideata dall’italo-argentina-canadese Livia Magnani, fondatrice di Espace Amalgame, è stata realizzata in collaborazione con il Consolato Generale argentino.

Il 4 settembre, all’inaugurazione erano presenti i Consoli Generali di Italia, Argentina e Uruguay: Enrico Pavone, Gerardo Ezequiel Bompadre e Claudia García Moyano. Dopo i saluti istituzionali e il discorso del Console Bompadre, che ha sottolineato l’importanza del riconoscimento mondiale del calcio argentino, si è aperta la conversazione con i protagonisti della serata.

 

Livia Magnani: “Il calcio, un linguaggio universale”

“Volevo sviluppare e condividere l’entusiasmo per il calcio in Canada, creando un punto d’incontro per persone di diverse origini, unite dai valori di questo sport: disciplina, tolleranza, rispetto”, ha spiegato Livia Magnani. “Molti giovani qui faticano a condividere questa passione. Con Passion pour le football vogliamo dimostrare che il calcio è uno stile di vita, un linguaggio universale che unisce generazioni e comunità diverse. È stata determinante la collaborazione con Oscar e Gustavo. Scoprendo il materiale del Museo Kempes, ho pensato di portare alcuni pezzi a Montréal”, ha raccontato la direttrice di Espace Amalgame. “È stata una sfida enorme: senza sponsor né sovvenzioni, ma con il sostegno del Consolato Argentino e la generosità dei nostri ospiti”. Livia si è già proiettata al futuro: “Il 16 settembre avremo Ignacio Piatti, ex giocatore di Serie A e MLS. Vorrei che Passion pour le football diventasse un luogo stabile di incontro, un polo culturale attorno al calcio. Con Golazo Canada, il canale YouTube dedicato al calcio canadese, stiamo già costruendo una rete di collaborazioni in vista del prossimo Mondiale”.

 

Oscar Dertycia: “Trasmettere valori ai più giovani”

“Il calcio è passione, emozione pura: lo vivi, lo senti, lo respiri”, ha esordito Dertycia. “La cosa più importante è trasmettere questi valori ai più giovani: non tutti hanno lo stesso talento, ma il lavoro di squadra fa crescere tutti e regala felicità”. Per lo “Squalo” – soprannome che aveva ai tempi della Viola – questa è la prima volta in Canada: “Sono emozionato di conoscere un nuovo Paese. Veder apprezzate qui le mie maglie, è un orgoglio immenso”. 

 

Il ricordo della Serie A è ancora vivo: “Arrivare in Italia era il mio sogno. Il presidente della Fiorentina mi acquistò dall’Argentinos Juniors quando Diego [Maradona] era già a Napoli; ci aveva aperto la strada. In quegli anni il campionato italiano era il più competitivo del mondo: solo tre stranieri per squadra, bisognava conquistarsi rispetto e un posto da titolare. Giocare con campioni come Dunga e Roberto Baggio è stata un’esperienza unica. Roberto era un amico e un talento straordinario: giocare al suo fianco rendeva tutti migliori”.

 

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Gustavo Marcelo Farías: “Il calcio non ha confini”

“Essere qui a Montréal è un privilegio”, ha sottolineato il giornalista Farías. “Il museo di Córdoba è nato con l’idea di diventare itinerante, e questa è la nostra prima esperienza all’estero. In Argentina abbiamo organizzato varie mostre, ma venire in Canada è un traguardo speciale. Il prossimo Mondiale si giocherà anche qui: iniziative come questa danno un contributo significativo allo sviluppo del calcio in questo Paese”.

 

Ricorda con entusiasmo le reazioni del pubblico: “Molti non riuscivano a credere che fossero maglie autentiche, usate in campo dai giocatori. La maggior parte proviene dalla collezione privata di Oscar, frutto degli scambi durante la sua carriera, altre dal museo: come la maglia dell’Argentina del 1974 o quella dei Cosmos di New York. Vedere le persone emozionarsi davanti a questi pezzi di storia è la nostra più grande soddisfazione”.

 

Passion pour le football non è solo una mostra sul calcio, ma un ponte tra culture e generazioni. Questa è la forza dello sport che amiamo: quello che unisce, supera barriere, colori e classi sociali, parlando a tutti la stessa lingua, quella del pallone.

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