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Carney colpisce l’acciaio cinese con dazi più alti

Ottawa reagisce alle tariffe del 50% imposte dagli Stati Uniti con nuove misure a tutela dell’industria siderurgica nazionale

 

OTTAWA – Il Canada limiterà le importazioni di acciaio dall’estero, inclusa la Cina, per aiutare le imprese canadesi a superare la crisi provocata dalle nuove tariffe del 50% imposte dagli Stati Uniti di Donald Trump.

 

L’annuncio è arrivato il 16 luglio direttamente dal Primo Ministro Mark Carney, durante una visita a Hamilton, nel sud dell’Ontario, città dove le acciaierie rappresentano un pilastro dell’economia locale. Parlando nello stabilimento della  Group, importante produttore siderurgico canadese, Carney ha sottolineato come l’acciaio sia alla base stessa del Paese e come ce ne sarà bisogno in quantità sempre maggiori per avviare i grandi progetti di interesse nazionale previsti nei prossimi decenni. Ha citato in particolare le infrastrutture energetiche, i porti, i nuovi corridoi ferroviari e commerciali, la difesa e persino i centri dati dedicati all’intelligenza artificiale.

 

Con queste nuove misure, Ottawa dimezzerà il volume di acciaio che potrà entrare in Canada senza dazi. Oltre tale limite, i prodotti saranno tassati al 50%. La Cina sarà particolarmente colpita, dato che sui prodotti contenenti acciaio fuso e colato in Cina verranno applicati dazi supplementari del 25%, indipendentemente dal Paese di provenienza. L’obiettivo dichiarato dal Primo Ministro è chiaro: favorire l’acciaio canadese, rendendo il Paese il primo cliente di se stesso. Proprio per questo, il governo federale cambierà anche le regole sugli appalti pubblici, in modo da privilegiare la produzione nazionale.

 

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Carney ha inoltre annunciato un piano di sostegno per i lavoratori del settore, molti dei quali rischiano di essere danneggiati dalle tariffe americane. Il governo stanzierà 70 milioni di dollari per programmi di riqualificazione professionale, mentre un miliardo di dollari sarà investito nell’innovazione per aiutare le acciaierie a modernizzare gli impianti e adattarsi ai nuovi progetti strategici, dalla difesa alle infrastrutture energetiche, fino al settore abitativo. All’inizio di giugno, ricordiamolo, Donald Trump ha firmato un decreto per raddoppiare le tariffe su acciaio e alluminio importati negli Stati Uniti, portandole dal 25% al 50%, con ricadute pesanti su tutto il mercato nordamericano.

 

(V.G.)

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