“Grazie a Francesco, costruiamo ponti”

L’elezione del 267° Pontefice alla quarta votazione, la fumata bianca alle 18.09. Classe 1955, è nato a Chicago. Statunitense di origini italiane, francesi e spagnole, agostiniano, ha un passato di missionario. “Vogliamo essere Chiesa che cerca sempre pace, carità, vicina a chi soffre”, le sue prime parole. Poi cita Bergoglio e concede l’indulgenza plenaria. Circa 150mila persone in festa in piazza San Pietro
ROMA – Il Cardinale americano Robert Francis Prevost è il 267esimo Papa. Si chiamerà Leone XIV. È il primo americano, di origini italiane, francesi e spagnole, Arcivescovo di Chicago, città in cui è nato, missionario in Perù. I 133 cardinali in Conclave hanno trovato al quarto scrutinio il successore di Papa Francesco. La prima fumata di oggi, arrivata intorno alle 11,50, è stata di nuovo nera. Poi alle 18.08 è arrivata la fumata bianca. Ovazione in piazza San Pietro, 150mila fedeli commossi e campane a festa per la prima benedizione. L’Habemus Papam è arrivato alle 19.13 dalla Loggia della basilica di San Pietro. Ad annunciarlo il card. protodiacono Dominique Mamberti.
”La pace sia con tutti voi”, sono state le prime parole pronunciate da Papa Leone XIV affacciato alla Loggia di San Pietro dopo l’elezione. Commosso, ha salutato con le mani la folla che lo acclamava e lo applaudiva. “La pace sia con tutti voi. Fratelli e sorelle carissimi questo è il primo saluto del Cristo risorto, il buon pastore che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anche io vorrei che questo saluto di pace raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone, a tutti i popoli, a tutta la terra, la pace sia con voi”, ha detto poi.
Prevost, classe 1955, è nato a Chicago. Missionario in Perù per oltre un decennio, ha ricoperto per due mandati consecutivi alla guida dell’Ordine degli Agostiniani e ha servito come vescovo nella diocesi di Chiclayo. Nel 2023 Papa Francesco lo ha nominato Prefetto del Dicastero per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina, conferendogli un ruolo cruciale nella selezione dei vescovi a livello globale. Nel settembre 2023, Prevost è stato creato cardinale da Papa Francesco, assumendo il titolo di Cardinale Vescovo di Albano. “Grazie a Papa Francesco”, ha detto Leone XIV e la folla in piazza San Pietro – circa 150mila persone – ha accolto l’omaggio con un lungo applauso e un boato. Prevost ha anche dedicato un omaggio in spagnolo alla diocesi del Perù.
Elezione tra le più brevi degli ultimi 150 anni. Il 267esimo Papa è stato eletto al quarto scrutino: si tratta di una delle elezioni più brevi degli ultimi 150 anni. L’ultimo Pontefice a essere eletto al quarto scrutinio è stato Benedetto XVI il 19 aprile del 2005. Con il successore di Francesco, salgono a tre nella storia della Chiesa i papi eletti da un conclave nel corso di maggio, il mese che la liturgia cattolica dedica alla Madonna. Nel cuore della cosiddetta “cattività avignonese”, con la Curia lontana da Roma, il conclave del 1342 si aprì il 5 maggio nella residenza papale in Provenza. Dopo appena due giorni, fu eletto Pierre Roger, cardinale e uomo di profonda cultura, che assunse il nome di Clemente VI. Dopo la brevissima esperienza di Papa Leone XI (morto dopo soli 27 giorni), il secondo conclave del 1605 si aprì l’8 maggio. I cardinali impiegarono ben ventisette scrutini per giungere all’elezione del cardinale Camillo Borghese, che divenne Paolo V.
Papa Leone XIV, perché ha scelto di chiamarsi così. Leone XIII è stato il 256º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica dal 20 febbraio 1878 fino alla morte: è ricordato nella storia dei papi dell’epoca moderna come pontefice che ritenne che fra i compiti della Chiesa rientrasse anche l’attività pastorale in campo sociopolitico. Con lui non si ebbe la promulgazione di ulteriori dogmi, ma viene ricordato come “papa delle encicliche”: ne scrisse 86 per superare l’isolamento nel quale la Santa Sede si era ritrovata dopo la perdita del potere temporale con l’Unità d’Italia.
Quali sono i nomi più usati nella storia?. A oggi il nome che è stato portato dai pontefici in carica per più tempo è stato Pio, con ben 158 anni, seguito da Gregorio con 22 anni di differenza: il nome pontificale scelto da un papa può avere molti significati e la ragione della scelta di molti papi è sconosciuta: il nuovo papa per esempio può scegliere di rendere omaggio a un santo in particolare, un parente o un predecessore ma anche a una chiesa dove ha officiato. Leone è al sesto posto, con 100 anni, dopo Pio, Gregorio, Giovanni, Benedetto, Innocenzo e al settimo posto c’è Clemente.

Robert Francis Prevost, ecco la biografia completa del nuovo Papa
Robert Francis Prevost, nato a Chicago, ha doppia cittadinanza, statunitense e peruviana, è stato stretto collaboratore di Francesco. La sua caratteristica è la capacità di dialogo. Ha 69 anni ed è stato a lungo missionario in Perù. È membro degli Agostiniani, e ha una laurea in Matematica e Filosofia
ROMA, (Vaticannews) – Primo Papa agostiniano, è il secondo Pontefice americano, dopo Francesco, ma a differenza di Bergoglio, il sessantanovenne statunitense Robert Francis Prevost è nato nel nord del continente ed è stato pastore nel sud dello stesso, prima di essere chiamato dal Predecessore alla guida del Dicastero per i vescovi e della Ponteficia Commissione per l’America Latina.
Il nuovo Vescovo di Roma ha scelto il nome di Leone XIV. Nasce il 14 settembre 1955 a Chicago, nell’Illinois, da Louis Marius Prevost, di origini francesi e italiane, e Mildred Martínez, di origini spagnole. Ha due fratelli, Louis Martín e John Joseph.
L’ultima intervista del cardinale Prevost su FrancescoRiproponiamo quanto detto dall’allora cardinale Robert Prevost in occasione della morte di Papa Francesco che aveva conosciuto quando era arcivescovo di Buenos Aires
Trascorre l’infanzia e l’adolescenza negli Stati Uniti, studiando prima nel Seminario minore dei Padri Agostiniani e poi, alla Villanova University, in Pennsylvania, dove, nel 1977, consegue la laurea in Matematica e studia Filosofia. Il 1° settembre dello stesso anno a Saint Louis entra nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agostino (Osa), nella provincia di Nostra Signora del Buon Consiglio di Chicago, ed emette la prima professione il 2 settembre 1978. Il 29 agosto 1981 pronuncia i voti solenni.
Riceve la formazione presso la Catholic Theological Union di Chicago, diplomandosi in Teologia. E all’età di 27 anni viene inviato dai suoi superiori a Roma per studiare Diritto canonico alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum). Nell’Urbe viene ordinato sacerdote il 19 giugno 1982 nel Collegio agostiniano di Santa Monica da monsignor Jean Jadot, pro-presidente del Pontificio Consiglio per i Non Cristiani, oggi Dicastero per il Dialogo Interreligioso.
Prevost consegue la licenza nel 1984 e l’anno dopo, mentre prepara la tesi di dottorato viene mandato nella missione agostiniana di Chulucanas, a Piura, in Perù (1985-1986). È il 1987 quando discute la tesi dottorale su “Il ruolo del priore locale dell’Ordine di Sant’Agostino” ed è nominato direttore delle vocazioni e direttore delle missioni della Provincia agostiniana “Madre del Buon Consiglio” di Olympia Fields, in Illinois.
L’anno successivo raggiunge la missione di Trujillo, sempre in Perù, come direttore del progetto di formazione comune degli aspiranti agostiniani dei vicariati di Chulucanas, Iquitos e Apurímac. Nell’arco di undici anni ricopre gli incarichi di priore della comunità (1988-1992), direttore della formazione (1988-1998) e insegnante dei professi (1992-1998) e nell’arcidiocesi di Trujillo di vicario giudiziale (1989-1998) e professore di Diritto Canonico, Patristica e Morale nel Seminario maggiore “San Carlos e San Marcelo”. Al contempo gli viene anche affidata la cura pastorale di Nostra Signora Madre della Chiesa, eretta successivamente parrocchia con il titolo di Santa Rita (1988-1999), nella periferia povera della città, ed è amministratore parrocchiale di Nostra Signora di Monserrat da 1992 al 1999.
Nel 1999 è eletto priore provinciale della Provincia Agostiniana “Madre del Buon Consiglio” di Chicago, e due anni e mezzo dopo, al Capitolo generale ordinario dell’Ordine di Sant’Agostino, i suoi confratelli lo scelgono come priore generale, confermandolo nel 2007 per un secondo mandato.
Nell’ottobre 2013 torna nella sua Provincia agostiniana, a Chicago, ed è direttore della Formazione nel convento di Sant’Agostino, primo consigliere e vicario provinciale; incarichi che ricopre fino a quando Papa Francesco lo nomina, il 3 novembre 2014, amministratore apostolico della diocesi peruviana di Chiclayo e al contempo vescovo titolare di Sufar. Il 7 novembre fa l’ingresso in diocesi, alla presenza del nunzio apostolico James Patrick Green, che lo ordina vescovo poco più di un mese dopo, il 12 dicembre, festa di Nostra Signora di Guadalupe, nella cattedrale di Santa Maria.
Il suo motto episcopale è “In Illo uno unum”, parole che sant’Agostino ha pronunciato in un sermone, l’Esposizione sul Salmo 127, per spiegare che “sebbene noi cristiani siamo molti, nell’unico Cristo siamo uno”.
Il 26 settembre 2015 dal Pontefice argentino è nominato vescovo di Chiclayo e nel marzo 2018 viene eletto secondo vicepresidente del Conferenza episcopale peruviana, all’interno della quale è anche membro del Consiglio economico e presidente della Commissione per la cultura e l’educazione.
Nel 2019 da Francesco è annoverato tra i membri della Congregazione per il Clero e l’anno successivo tra quelli della Congregazione per i Vescovi. Nello stesso 2020, il 15 aprile, arriva la nomina pontificia anche di amministratore apostolico della diocesi peruviana di Callao.
Il 30 gennaio 2023 il Papa lo chiama a Roma come prefetto del Dicastero per i Vescovi e presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina, promuovendolo arcivescovo. E nel Concistoro del 30 settembre dello stesso anno lo crea e pubblica cardinale, assegnandogli la diaconia di Santa Monica. Prevost ne prende possesso il 28 gennaio 2024 e come capo dicastero, partecipa agli ultimi viaggi apostolici di Papa Francesco e alla prima e alla seconda sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla sinodalità, svoltesi a Roma rispettivamente dal 4 al 29 ottobre 2023 e dal 2 al 27 ottobre 2024. Un’esperienza nelle assise sinodali già maturata in passato come priore degli agostiniani e rappresentante dell’Unione dei superiori generali (Usg).
Nel frattempo, il 4 ottobre 2023 da Francesco è annoverato tra i membri dei Dicasteri per l’Evangelizzazione, Sezione per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari; per la Dottrina della Fede; per le Chiese Orientali; per il Clero; per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica; per la Cultura e l’Educazione; per i Testi Legislativi; della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano.
Il 6 febbraio di quest’anno, dal Pontefice argentino è promosso all’ordine dei vescovi, ottenendo il Titolo della Chiesa suburbicaria di Albano.
Tre giorni dopo, il 9 febbraio, celebra in piazza San Pietro la Messa – presieduta da Bergoglio – per il Giubileo delle forze armate, secondo grande evento dell’Anno Santo della Speranza.
Durante l’ultimo ricovero del predecessore al Policlinico “Gemelli”, Prevost presiede, il 3 marzo, in piazza San Pietro, il rosario per la salute di Francesco.






