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Covid e scuola, “test ai bimbi con sintomi e se positivi restino a casa”

(Adnkronos) – Tampone in caso di sintomi respiratori, anche moderati e senza febbre. Mascherine sui bus e in altri luoghi affollati, ma anche in classe se serve, senza timore di essere bullizzati. Arieggiare adeguatamente le aule e non andare a scuola se si è positivi a Covid-19. Queste le raccomandazioni messe a punto dal Tavolo tecnico vaccinazioni e malattie infettive della Società italiana di pediatria (Sip), in attesa di ulteriori indicazioni da parte del ministero della Salute. Con l’inizio delle lezioni sono aumentati i timori per la diffusione del Covid-19 – riconoscono i pediatri – sebbene l’aumento dei casi rilevato dal ministero della Salute non sia associato a quadri clinici gravi.  

1. In caso di sintomi respiratori anche moderati, con o senza febbre, eseguire il tampone per la ricerca di Sars-CoV-2 e, se il risultato è positivo, non andare a scuola fino a che persiste la sintomatologia e comunque per almeno cinque giorni. 2. Arieggiare adeguatamente le aule scolastiche prima dell’inizio delle lezioni del mattino e del pomeriggio, dopo ogni lezione e durante le pause lunghe. Per arieggiare creando corrente, aprire completamente tutte le finestre, la porta dell’aula e anche le finestre del corridoio. Al di fuori delle stagioni di riscaldamento, le finestre possono rimanere aperte a lungo. 3. Non stigmatizzare gli alunni che decidono di indossare le mascherine durante la frequenza della scuola, specie se hanno sintomi respiratori. 

4. Avere a disposizione una mascherina chirurgica da indossare sui mezzi di trasporto o in altri luoghi quando affollati. 5. Lavarsi le mani con sapone e acqua corrente (per 40-60 secondi) o con gel disinfettante (per 20-30 secondi), prima di toccarsi occhi/naso/bocca e di mangiare; prima e dopo aver usato i servizi igienici; dopo aver frequentato luoghi pubblici (es. bus, stazioni, palestre) e, in generale, appena si rientra in casa. 6. Valutare attentamente con il proprio pediatra l’opportunità della vaccinazione antinfluenzale e di quella anti-Sars-CoV-2 per i propri figli (specie per coloro che ancora non si sono vaccinati) per aumentare la protezione sia propria sia dei propri contatti familiari e scolastici.  

“Ci aspettavamo un aumento dei casi, dal momento che con la ripresa della scuola aumenta anche la socializzazione dei ragazzi. Senza allarmismi, facciamo tesoro delle indicazioni di igiene che abbiamo imparato a conoscere negli anni scorsi – sottolinea Annamaria Staiano, presidente della Sip – Chi è sintomatico dovrebbe restare a casa, come avviene per le altre malattie infettive. Restiamo comunque in attesa di indicazioni più precise da parte del Tavolo interministeriale”.  

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