Dopo i dazi su acciaio e alluminio, il 2 aprile arrivano quelli sull’auto
Nonostante una telefonata conciliante, il Primo Ministro canadese ha confermato che il governo “implementerà tariffe di ritorsione per proteggere i lavoratori canadesi e la nostra economia, a seguito dell’annuncio di ulteriori azioni commerciali degli Stati Uniti il 2 aprile”
OTTAWA – Segnali di distensione tra gli Stati Uniti e il Canada, dopo la telefonata di venerdì 20 marzo tra il Presidente Donald Trump ed il Primo Ministro Mark Carney. Si è trattato del primo colloquio tra i due leader da quando Carney è diventato ufficialmente il 24º Primo Ministro del Canada, il 14 marzo scorso. “È stata una chiamata estremamente produttiva, siamo d’accordo su molti punti e ci incontreremo subito dopo le elezioni canadesi per lavorare su politiche economiche e commerciali, che porteranno grandi benefici a entrambi i Paesi”, ha scritto Trump su Truth Social. “Ho sempre amato il Canada”, ha poi ribadito ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, mentre si dirigeva verso il suo resort di Mar-a-Lago in Florida. Anche Carney ha confermato la natura costruttiva del dialogo, sottolineando che il Presidente americano ha “rispettato la sovranità del Canada”. Da Ottawa hanno fatto sapere che i due leader hanno concordato di avviare negoziati su una nuova relazione economica e di sicurezza dopo le elezioni. È probabile che si stesse riferendo all’USMCA, il principale accordo di libero scambio firmato da Stati Uniti, Canada e Messico nel 2018 e che sostituisce l’Accordo nordamericano per il libero scambio (NAFTA) del 1994.

In ogni caso, il cambio di tono di Trump è apparso netto, rispetto alle recenti tensioni con Justin Trudeau, da lui declassato a “Governatore” e oggetto di provocazioni sull’ipotetica annessione del Canada come 51º Stato. Tuttavia, nonostante il clima più disteso, il Presidente americano non ha fatto passi indietro sui dazi contro il Canada. Dal 2 aprile entrerà in vigore una tariffa del 25% su tutte le auto importate, che Carney ha definito un “attacco diretto” all’industria automobilistica canadese, che esporta tra l’80 e il 90% della sua produzione negli USA. Questa misura si aggiunge ai dazi su acciaio e alluminio, già in vigore dal 12 marzo. Per questo motivo, Carney ha ribadito che il rapporto commerciale tra i due Paesi è cambiato in modo irreversibile: “Gli Stati Uniti non sono più un partner affidabile”. Nel frattempo, i negoziati tra il Ministro canadese del Commercio internazionale, Dominic LeBlanc, e il segretario al Commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick, entrano in una fase cruciale. Se le tariffe non verranno ritirate nelle prossime ore, il Canada è pronto a rispondere con “dazi di ritorsione con massimo impatto” sui consumatori americani. (V.G.)