
L’Opinione di Claudio Antonellli: l’Ucraina e i suoi tanti insegnamenti
Ai confini dell’Ue è riapparsa la guerra, sulla cui inutilità tanti di noi sono saliti un’infinità di volte in cattedra pronunciando i soliti inutili discorsi.

Ai confini dell’Ue è riapparsa la guerra, sulla cui inutilità tanti di noi sono saliti un’infinità di volte in cattedra pronunciando i soliti inutili discorsi.

Gli insegnamenti dell’aggressione armata di cui è vittima l’Ucraina sono molteplici. Vi sono lezioni anche linguistiche – parole, slogan, frasi fatte – da poter trarre da queste drammatiche vicende. Innanzitutto, l’attuale sconvolgimento delle regole del gioco e delle verità consacrate è un invito ai politici, intellettuali, ideologi europei ad abbandonare le “astrattezze ideologiche” (Galli della Loggia), le utopie, il buonismo, e a divenire un po’ più realisti.

Credenziali: Io non sono napoletano, ma ho vissuto da giovane a Napoli e poi l’ho lasciata emigrando. Forse vi è la necessità del distacco per capire Napoli. Ha scritto Raffaele La Capria: “Si stabiliscono sempre rapporti ambigui con la propria città. E se questa città è Napoli è quasi impossibile dare risposte non ambigue alle più precise domande.” A ciò io aggiungo: ma quando il distacco da Napoli è definitivo, c’è il rischio dell’idealizzazione perché emerge il paradiso perduto.