Negli ultimi mesi, il prezzo dell’oro ha raggiunto livelli record, arrivando a sfiorare quota 3.000 dollari statunitensi l’oncia (per l’esattezza 2.943,25 $ il 12 febbraio 2025, +43,84% su base annuale). Questo significativo incremento è avvenuto in concomitanza con i ripetuti annunci del Presidente americano Donald Trump di voler imporre dazi sui beni e servizi importati negli Usa, scatenando, di fatto, una guerra commerciale globale. Una svolta protezionistica repentina e aggressiva che ha contribuito ad accrescere l’incertezza nei mercati finanziari, spingendo moltissimi investitori a rifugiarsi nell’oro, da sempre considerato un bene rifugio nei momenti di crisi economica e di instabilità geopolitica. La corsa al rialzo è stata accentuata anche dal doppio conflitto in Medio Oriente e in Ucraina, che hanno rafforzato la percezione dell’oro come un investimento sicuro contro l’inflazione e la svalutazione delle valute. Quando i mercati finanziari diventano imprevedibili, la paura della perdita di valore del denaro si intensifica e si cerca un’alternativa considerata più stabile e tangibile. L’oro, con il suo valore percepito come intrinseco e la sua durata nel tempo, diventa una scelta quasi istintiva. Oltre al suo valore economico, l’oro ha un profondo significato simbolico. Fin dall’antichità è associato alla ricchezza, alla stabilità e al prestigio. Toccare, vedere e possedere un bene così prezioso genera un senso di controllo in un contesto di incertezza. Tuttavia, alcuni esperti mettono in guardia sulla sua volatilità: storicamente, infatti, ci sono stati lunghi periodi in cui il suo prezzo è rimasto stagnante o ha subito fluttuazioni imprevedibili. Eppure, nei momenti di crisi, la necessità di sicurezza prevale sulla razionalità dell’investimento. Ecco le caratteristiche che rendono l’oro un investimento percepito come sicuro e rassicurante.
• Stabilità del valore. L’oro ha dimostrato di mantenere il suo valore nel lungo termine. In periodi di crisi economica, mentre altre attività come azioni o valute possono registrare perdite rapide, l’oro tende a rimanere stabile o addirittura a mostrare incrementi di valore.
• Indipendenza dalle istitutzioni finanziarie. In periodi di crisi finanziaria, la fiducia nelle istituzioni economiche – banche, governi e mercati – tende a vacillare. L’oro, essendo un bene fisico e non legato a un sistema finanziario controllato da istituzioni, offre un senso di autonomia e protezione.
• Protezione dall’inflazione. Quando l’inflazione si intensifica e le valute subiscono una svalutazione, l’oro tende ad aumentare di valore. Questo significa che può preservare il potere d’acquisto del denaro nel tempo.
• Scarsità. L’oro è un bene limitato. La sua estrazione è costosa e limitata dalla quantità disponibile sulla Terra.
• Domanda costante. L’oro ha una domanda costante in vari settori, tra cui la gioielleria, l’industria e la tecnologia. Nel 2024, il Consiglio mondiale dell’oro ha registrato un’acquisto record di 4974 tonnellate, un segnale evidente di come l’incertezza economica globale stia spingendo sempre più investitori verso i metalli preziosi.
• Accettazione universale. L’oro è accettato come forma di pagamento in tutto il mondo ed è negoziabile in qualsiasi valuta.
Nel corso della storia, le crisi finanziarie, le guerre, le epidemie e altre situazioni di instabilità hanno spinto le persone a cercare sicurezza investendo nell’oro. Un esempio particolarmente significativo è rappresentato dalla crisi finanziaria del 1929, che ha portato alla Grande Depressione. Il crollo dei titoli in Borsa indusse molti investitori a cercare rifugio nell’oro, il cui prezzo aumentò notevolmente, a fronte di una diminuzione del valore delle valute. Se prendiamo in considerazione i periodi di mercato ribassista degli ultimi cinquant’anni, possiamo notare come l’andamento dell’indice MSCI World (indice di mercato azionario costituito da migliaia di titoli di livello globale) e del prezzo dell’oro si siano spesso mossi in direzioni opposte. Ad esempio, durante la crisi energetica del 1973, l’indice MSCI ha subito una perdita del 34%, mentre il prezzo dell’oro è aumentato del 62%. Durante la grande crisi finanziaria del 2008, l’indice MSCI ha subito una diminuzione del 50%, mentre il prezzo dell’oro è aumentato del 41%. Lo stesso è accaduto cinque anni fa, in seguito alla crisi scatenata dalla pandemia: l’indice MSCI ha subito un calo del 23%, mentre il prezzo dell’oro è aumentato del 41%. La storia dimostra come l’oro sia sempre stato una certezza di fronte a momenti d’instabilità e incertezza.
