a cura del Senatore Tony Loffreda
Quando il mese prossimo i canadesi si recheranno alle urne, si chiuderà ufficialmente un capitolo della storia politica canadese. Per quasi dieci anni, l’Onorevole Justin Trudeau ha guidato il Paese con dedizione e visione, in qualità di 23esimo Primo Ministro.
Sono certo che la storia giudicherà positivamente il suo operato e l’eredità che ci lascia, caratterizzata da importanti riforme progressiste: come l’assistenza dentistica e all’infanzia, così come la copertura farmaceutica, oltre ad un’azione incisiva contro il cambiamento climatico e significativi progressi nella riconciliazione con i popoli indigeni. Ritengo che queste politiche – insieme a molte altre – avranno un impatto positivo e duraturo sulla società canadese per i prossimi decenni. Naturalmente, Trudeau sarà anche ricordato come l’uomo che ha guidato il Paese durante la pandemia.
Pur non concordando con tutte le sue politiche, credo fermamente che il Primo Ministro si sia sempre battuto per ciò che riteneva giusto, affrontando ogni sfida con determinazione e rimanendo al nostro fianco nei momenti più decisivi. Indipendentemente dalle differenze politiche, sono certo che parlamentari e legislatori condividano lo stesso desiderio di rendere il Canada un Paese migliore. Semplicemente, non siamo tutti d’accordo su come raggiungere questo obiettivo comune.
Pur essendo forse un po’ di parte, ritengo che una delle mosse politiche più lungimiranti e decisive di Trudeau sia stata il suo impegno nel modernizzare il Senato del Canada, apportando un vero cambiamento nell’istituzione. Nella piattaforma elettorale del 2015, i Liberali avevano promesso un nuovo processo di selezione apartitico e meritocratico per le nomine al Senato. Trudeau ha mantenuto la parola. E lo ha fatto in grande stile!
Durante i suoi dieci anni al governo, ha nominato 100 canadesi al Senato attraverso questo nuovo processo di selezione basato sul merito. E, com’era prevedibile, i canadesi apprezzano ciò che vedono! In un sondaggio commissionato nel 2024, il 69% dei canadesi auspica che i futuri governi proseguano con questo iter decisionale, mentre solo il 5% preferirebbe tornare alle vecchie pratiche di nomina politica. Inoltre, il 73% dei canadesi ritiene che il fatto che “i nuovi senatori siedano come membri indipendenti e non militino in un partito politico” rappresenti un “buon cambiamento” per il Senato. Ancora una volta, potrei essere di parte, ma non posso che concordare con la maggioranza dei canadesi.

Un Senato meno politicizzato offre una lunga serie di vantaggi. A differenza degli Stati Uniti, dove lo stato di diritto si sta erodendo a una velocità allarmante e il potere legislativo viene schiacciato dall’amministrazione Trump, i Canadesi possono trovare conforto e fiducia nel fatto che il loro Senato resta una solida istituzione parlamentare. Oggi più che mai, i senatori svolgono un ruolo cruciale nel chiedere conto al governo e nel fungere da baluardo contro possibili derive legislative.
In effetti, i canadesi dovrebbero essere soddisfatti di sapere che il cosiddetto ‘nuovo’ Senato è più attivo che mai e sta apportando miglioramenti legislativi a una velocità senza precedenti nella storia recente del Canada. Negli ultimi dieci anni, i senatori hanno perfezionato i progetti di legge del governo con un ritmo mai visto prima, apportando modifiche a proposte che richiedevano una maggiore attenzione, cura e riflessione da parte di una Camera apartitica, sempre pronta a una seconda e ponderata lettura. Inoltre, i senatori stanno introducendo un numero crescente di iniziative legislative, sempre con l’obiettivo di proteggere i gruppi minoritari e di lavorare per migliorare la qualità della vita di tutti i canadesi.
Durante l’ultima Legislatura, la 44esima, tra il 2021 e il 2025, il Senato ha adottato ben 85 emendamenti ai disegni di legge presentati dal governo; di questi, 19 sono stati poi approvati integralmente e 6 in parte dall’esecutivo. Inoltre, durante il governo di maggioranza presieduto da Trudeau (42ª legislatura, 2015-2019), la Camera dei Comuni ha accolto le modifiche del Senato in 29 degli 88 disegni di legge del governo, che poi sono diventati Legge. Quello che inizialmente sembrava un esperimento di democrazia legislativa si sta rivelando un successo straordinario, se posso permettermi di dirlo.
Con l’inizio ufficiale della campagna elettorale che vede tutti i partiti politici impegnati ad accaparrarsi il vostro voto, mi auguro che consideriate attentamente il loro pensiero – in particolare quello dei Liberali e dei Conservatori – sul nostro Senato moderno e sul processo di nomina dei Senatori. A mio modesto parere, i canadesi sono stati serviti meglio da un Senato apartitico,
e vorrei esortare il prossimo Primo Ministro (mi rivolgo a voi, signor Carney e signor Poilievre) a riflettere seriamente su quanto avviato da Trudeau dieci anni fa. L’ex Primo Ministro ha compiuto una scelta giusta, e sarebbe saggio prendere esempio dal suo operato.