I disagi per i residenti sono appena cominciati: le operazioni di sgombero in città dureranno almeno otto giorni. Sospesi i servizi di raccolta dei rifiuti. I rischi per la salute
MONTRÉAL – Siamo ancora in pieno inverno. A ricordarcelo sono state due bufere di neve che in quattro giorni, tra mercoledì 13 e domenica 16 febbraio, hanno colpito il sud del Québec con abbondanti precipitazioni nevose. A Montréal, si sono accumulati al suolo ben 72 cm di neve. L’ultima volta che è successo, anzi l’unica volta, è stato tra il 19 e il 22 gennaio del… 1898! Un livello record che ha creato enormi disagi ad automobilisti e pedoni, oltre a mettere a dura prova i macchinari e gli equipaggiamenti di rimozione. La nevicata di domenica ha costretto diverse scuole a rimanere chiuse lunedì, con diverse strade impraticabili e il trasporto pubblico che ha subito inevitabili rallentamenti. Il portavoce della città, Philippe Sabourin, ha dichiarato che i pedoni dovranno camminare lungo le strade per diversi giorni, mentre gli spazzaneve provvederanno allo sgombero dei marciapiedi. Le autorità hanno chiesto ai cittadini di evitare tutti gli spostamenti non essenziali: la priorità del Comune di Montréal è sgomberare la neve in modo che l’accesso alle aree prioritarie possa essere garantito al più presto. Sebbene abbia smesso di nevicare, il vento e il freddo renderanno difficile la circolazione stradale a causa della visibilità ridotta. Sempre secondo Philippe Sabourin, le operazioni di sgombero della neve in città dureranno almeno otto giorni. In generale, le arterie principali sono state parzialmente liberate tra le due tempeste, ma non le strade residenziali. A titolo di paragone, la “tempesta del secolo” del 1971 ha lasciato a terra 43 centimetri. “Due tempeste ravvicinate di 35 centimetri equivalgono a un terzo dell’inverno in meno di 5 giorni. Non ho mai visto nulla di simile in 20 anni”, ha sottolineato Philippe Sabourin. Su Facebook, la responsabile per lo sgombero neve dell’amministrazione Plante, Maja Vodanovic, ha fatto appello alla solidarietà. “Bisogna essere pazienti, solidali e aiutarci a vicenda per superare questa settimana difficile. Ci sono 1000 dipendenti che manovrano 1000 macchinari. Anche questa straordinaria forza d’urto, una delle più grandi al mondo, ha i suoi limiti”, ha scritto. “La media delle precipitazioni di neve per il mese di febbraio è di 42 centimetri. A metà febbraio, siamo già a 86 centimetri”, ha aggiunto, per sottolineare la complessità della situazione.
Sospesi i servizi di raccolta dei rifiuti. I servizi di riciclo dell’umido e della raccolta differenziata sono stati sospesi per una settimana, come ha confermato il portavoce della Ville de Montréal. Sabourin ha chiesto ai residenti di rimuovere i loro bidoni dalla strada per velocizzare le operazioni di sgombero della neve.

Numerosi voli cancellati tra domenica e lunedì. Dei 500 voli previsti per lunedì, 94 sono stati cancellati lunedì mattina: lo ha dichiarato il portavoce di Aéroports de Montréal, Éric Forest. Domenica, quando la tempesta ha colpito più duramente Montréal, sono stati cancellati 226 dei 487 voli previsti.
I rischi per la salute. La Commission des normes, de l’équité, de la santé et de la sécurité du travail (CNESST) sottolinea che l’attività fisica combinata con il freddo può aumentare il rischio di ictus o infarto. Secondo la direttrice degli Affari Sanitari e della Missione Québec di Heart+Stroke, Francine Forget Marin, spalare per ‘liberare’ il tetto o l’autovettura mette il cuore sotto sforzo: “Si tratta di un’attività fisica intensa e non sempre le persone se ne rendono conto”, ha spiegato, specificando che le persone più a rischio sono quelle affette da altri fattori come il fumo, il diabete o il colesterolo alto. (V.G.)