
Il buonismo armato dell’Occidente
I governi occidentali arrecano anche morte e distruzione nell’intento di far progredire il pianeta.

I governi occidentali arrecano anche morte e distruzione nell’intento di far progredire il pianeta.

La generale commozione, in Italia, per la morte di Sinisa Mihajlovic, e i sentimenti di profondo rimpianto e i giudizi ammirativi degli italiani sulle sue capacità e sul suo carattere, provano i tanti meriti acquisiti dal celebre calciatore e allenatore, divenuto in ultimo tecnico del Bologna.

Si direbbe che, paradossalmente, con l’avanzare degli anni il legame ideale con la nuova terra, per certuni di noi, si attenui e di molto.

La nostalgia, con il mito del paradiso perduto, assume talvolta i contorni di una quasi trascendenza religiosa, soprattutto quando si vive in Paesi dominati dal culto dell’efficienza di mercato e del consumismo, e ormai privi di miti e di sacralità.

Le nostre élite li considerano, con animo sprezzante, un tutto indifferenziato. Sono la squadra avversaria, insomma.

Io vorrei che il nuovo governo reintroducesse l’uso di parole e concetti dimenticati. Io auspico che il termine “nazione” torni in auge, e che venga reintrodotta l’espressione “interesse nazionale”.

Giorgia Meloni è stata fatta bersaglio di critiche per la sua preferenza per l’articolo maschile: “il” presidente.

Noi, immigrati del Canada, prima di partire abbiamo dovuto seguire la rigorosa procedura emigratoria, e arrivati qui abbiamo dovuto rispettare senza indugi gli usi e costumi locali; talvolta anche retrogradi e ridicoli, quali ad esempio le proibizioni puritane in materia di alcol, allora vigenti.

Io sono un “amante della nazione”, ossia amo il concetto di nazione, cui contrappongo sia un utopico anzi distopico governo mondiale

Rodolfo Di Carlo, questo sveglio, intraprendente, onesto immigrato italiano di Granby ci dà nelle pagine di «Vai dove ti porta il canto del cuore» (Granby, 2021) una descrizione da scalpellino e talvolta da orafo della sua giovinezza, in Abruzzo.