Il giornale italiano 1° in Québec e in Canada

ULTIM'ORA ADNKRONOS

Lo Zibaldone

Del sacro e della vita

Da sempre, l’umanità ha percepito la presenza ineffabile di un qualcosa che la trascende, che la sovrasta, qualcosa di separato da essa, di “altro da sé’’, di misterioso: il sacro. Esso ci imprime la consapevolezza dell’esistenza di un quid che si oppone a noi, che ci domina e che non possiamo controllare.

Perché scriviamo versi?

Sono fortemente convinto che un’analisi critica seria e autentica di un’opera dello Spirito non debba mai essere disgiunta dalla conoscenza esperienziale di ciò che si intende criticare. Si vuole, ad esempio, trattare di Musica? Allora, ritengo si debba conoscere e fare musica per poterne, poi, parlare criticamente.

Della gratitudine

“Grazie per la lezione, Vincenzo! Buona giornata!”. Felipe, uno dei miei studenti d’italiano, è sempre, immancabilmente, l’ultima eco tra il vociare dei suoi compagni che lasciano la mia classe alla fine dell’ora.

Appunti di viaggio con i miei studenti

Karim osserva con rispetto e commozione il pietoso marmo del Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, nella cappella della Chiesa di San Severo a Napoli

L’amore e la grammatica

Tutte le grammatiche dovrebbero posizionarlo tra i verbi de facto difettivi. 

Soli, e così eccellenti

Basterebbe andare in rete su uno dei tanti siti degli istituti scolastici che mettono in vetrina il loro progetto educativo per inciampare sulla promessa di garantire ai propri studenti il raggiungimento dell’eccellenza nel loro percorso accademico.

Il ricordo dell’oblio

Un dolore è fatto di lettere che lo compongono e che lo definiscono. Un dolore ci intaglia linee, dentro. Linee che ci scrivono; nel senso che scrivono “noi’’.

Il presidente e la neve

Di cosa è indizio la volontà di Giorgia Meloni di essere indicata con la formula ‘’il presidente del Consiglio”?

Ridere del dolore

Al netto del sospetto che anche la iena ami sogghignare, abbiamo ragione di affermare che siamo noi, l’unico animale capace di ridere autenticamente.

La costruzione invisibile di una lingua

Karim ha 13 anni e guarda il vuoto, i suoi occhi quasi a passarmi attraverso. I suoi compagni di classe non sembrano neanche accorgersi egli esista, che occupi una parte dello spazio che li circonda.